Cessione del credito: cos’è e come funziona

La normativa italiana ha disciplinato la cessione del credito per garantire al creditore il diritto di entrare in possesso della prestazione anche prima della scadenza indicata nel contratto, ma senza causare un pregiudizio al debitore, che non è logicamente tenuto all’adempimento dell’obbligazione in via anticipata rispetto a quanto concordato. Esistono poi delle situazioni particolari, come ad esempio la cessione del credito Iva, o forme di contratto molto usate per lo svolgimento dell’attività propria di impresa, che vede nel factoring la forma più usata.

Caratteristiche del contratto e obblighi

La legge fa esplicito riferimento al contratto con il quale si cede il credito, non proponendo un “modello” o fac simile tipo, ma imponendo solo che siano specificate tutte le condizioni che rendano chiara e certa l’avvenuta cessione e cioè:

  • il tipo di prestazione e se è totale o parziale la cessione;
  • il nuovo creditore verso il quale adempiere all’obbligazione;
  • la data dalla quale è operativo.

Per quanto riguarda l’obbligo di comunicazione al debitore, questo spetta al nuovo creditore. Se infatti il debitore, non correttamente informato, assolve ai propri doveri nei confronti del vecchio creditore è comunque liberato, a meno che il nuovo creditore non riesca a dimostrare che ne era comunque venuto a conoscenza e che quindi ha agito in mala fede.

Se poi il vecchio creditore cede il credito a più soggetti, il debitore è tenuto ad effettuare la prestazione nei confronti di quello che ha dato comunicazione per primo con atto di data certa , mentre non fa fede l’ordine cronologico riportato dalle date sui vari contratti. Come accennato sugli obblighi, eccezioni o opposizioni, non ci sono variazioni per il debitore, che è tenuto allo stesso tipo di prestazione, e negli stessi tempi indicati nel contratto di origine, così come le possibilità di poter sollevare le questioni di nullità, annullamento, ecc.

La cessione può avvenire come “vendita” quindi a titolo oneroso, oppure a titolo gratuito tramite donazione, e può essere di tipo pro soluto o pro solvendo.

I limiti e le condizioni della cessione in caso di Iva

La questione della cessione del credito Iva è andata incontro a situazioni difficoltose, soprattutto per la sua natura di imposta indiretta, che vedeva l’opposizione dell’Agenzia delle Entrate (vedi anche Cartelle esattoriali ) . Tuttavia c’è stata una sentenza del tribunale di Venezia, che ha invece stabilito che quando si tratta di un rimborso Iva che risulta da dichiarazione, diventando un credito certo e quindi esigibile, non deve essere limitato nella possibilità di utilizzo del contratto di cessione del credito, al pari delle altre situazioni.

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