Come funziona la cessione del quinto Inpdap – Solo per dipendenti pubblici

La tipologia di finanziamento che ha soddisfatto i criteri della classica cessione del quinto per i dipendenti pubblici per tutto il periodo in cui l’ Inpdap è stato indipendente è sicuramente quella del prestito pluriennale (sia nella forma di prestito pluriennale diretto che garantito), con delle differenze soprattutto sui soggetti che possono accedervi.

A questa particolare tipologia di prestito, in alternativa, si è anche potuto accedere attraverso le convenzioni stipulate con primari istituti di credito, dove la Bnl si è dimostrata una delle più attive (ed anche quella che ad oggi applica delle limitazioni sull’età dei pensionati pari a quelle previste dallo stesso Inpdap per la cessione del quinto della pensione).

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Nonostante l’ inglobamento dell’Inpdap da parte dell’Inps la situazione non ha comunque subito grandi cambiamenti nelle condizioni mentre sono stati apportati dei cambiamenti tramite un’implementazione dei servizi di gestione a distanza, con richieste e modalità di calcolo online.

Cosa cambia con la cessione del quinto Inpdap e quella Inps ex gestione Inpdap?

Poco o nulla, considerato che i prestiti pluriennali mantengono le medesime caratteristiche, anche se si “allarga” la famiglia di cessioni del quinto, legate alle gestioni di competenza sempre dell’Inps e cioè:

  • prestiti pluriennali garantiti (garantiti dal tfr e con un massimo di un quinto dello stipendio) per i dipendenti delle poste e società collegate, da richiedere con la modulistica cred3 e procedura online ( tasso Taeg 3,5% e quindi con gli interessi più bassi previsti);
  • prestiti pluriennali diretti (richiedibili da tutti coloro che sono iscritti da almeno 4 anni alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali) e che abbiano necessità di un prestito per sostenere spese che rientrino tra quelle previste dal regolamento dell’ex Inpdap, ovvero salute, ristrutturazione, istruzione, acquisto casa o auto, ecc. Questi prestiti sono erogabili in misura massima fino ad un quinto dello stipendio (o fatta salva la quota cedibile nel caso delle pensioni). Tasso: Tan 3,5% più 0,5% più quota di rischio. Anche in questo caso è prevista la procedura di richiesta per via telematica scaricando l’apposito modulo sul sito dell’Inps, nella sezione “moduli”;
  • cessione del quinto della pensione o dello stipendio, presso istituti di credito convenzionati (oltre a Bnl ci sono altre note banche come ad esempio Intesa SanPaolo e Unicredit banca). In virtù delle convenzioni vigenti i tassi applicati, e di conseguenza gli interessi sulla cessione, sono più bassi rispetto a quelli previsti per i dipendenti privati e pensionati. La durata massima è comunque fissata in 120 rate. La richiesta va fatta direttamente alla banca interessata.

Le principali novità ‘online’ nelle richieste

Chi si avvicina alla cessione del quinto ex Inpdap ha la certezza che il tasso applicato risulterà molto basso. Ovviamente va fatta la distinzione tra quelli diretti e quelli garantiti per il fatto che solo nei primi il tasso di partenza è fisso al 3,5% con l’aggiunta dello 0,5% per le spese di gestione. Per quelli garantiti ci si deve attenere ai tassi legati alle convenzioni, che pur dovendo rispettare alcune condizioni specifici, lasciano libertà di decisione agli istituti stipulanti o aderenti.

Per quanto riguarda questo aspetto, con l’implementazione dei servizi telematici dell’Inps è stata aggiunta la possibilità di poter vedere online le varie condizioni applicate dagli istituti che hanno in corso delle convenzioni. In questo modo la ricerca di quello che ha le condizioni che si preferirebbe ottenere è diventato molto più semplice. A questo servizio se ne aggiungono altri due molto utili poter effettuare una scelta molto più consapevole, soprattutto sulla somma da richiedere, e di quella che poi di fatto si può ottenere. Vediamo come fare.

Per prima cosa gli iscritti alla Gestione Unitaria che hanno il pin dispositivo possono entrare nell’area personale e vedere qual è la quota cedibile che si ha in funzione del proprio stipendio mensile. A questo si aggiungono i due tool sopracitati che permettono di effettuare senza alcun impegno dei calcoli di simulazione. Il primo permette di avere delle informazioni certe sul tipo di rata che si andrebbe a pagare scegliendo un determinato importo. Il secondo simulatore permetterà invece di calcolare la quota da corrispondere al Fondo rischi (a copertura della componente assicurativa obbligatoria prevista in generale per le cessioni del quinto).

I due tool sono gratuiti e permettono un uso anche senza la necessità di loggarsi e di entrare nell’area personale di MyInps. Soprattutto il calcolo della quota del Fondo rischi può essere molto utile (se non fondamentale) per capire se si ha una reale convenienza nello stipulare il prestito pluriennale. Specialmente quando si ha un’età avanzata, considerate le percentuale assicurative più elevate, si potrebbe infatti verificare la situazione in cui la cessione del quinto Inpdap potrà risultare meno conveniente rispetto a quella ad esempio prevista per una cessione del quinto da una banca convenzionata esterna ai prestiti pluriennali (anche senza alcuna attinenza con l’ente dei dipendenti pubblici).

Ciò capita perché molte banche ed anche alcune finanziarie hanno iniziato a farsi carico del pagamento della quota del premio assicurativo. Un aspetto che può compensare ampiamente eventuali tassi più convenienti, senza dover sostenere le limitazioni legate ai dipendenti pubblici iscritti nella Gestione Unitaria.

Conclusioni

La scelta del canale dipende da numerosi fattori, molti dei quali sono condizionati dalla presenza o meno di tutti i requisiti minimi richiesti. Infatti i prestiti pluriennali possono essere concessi solo al verificarsi di determinate situazioni ben delineate, il che non li rende sempre facilmente accessibili, a differenza delle normali cessioni del quinto che invece non impongono la necessità di dover dare delle giustificazioni per la richiesta della liquidità necessaria.

L’ultimo aspetto da considerare è quello relativo all’età massima di accessibilità che diventa molto importante per i pensionati, considerato che ai 90 anni dei prestiti Inpdap arrivano solo le cessioni della Bnl. Negli altri casi si dovrà accettare un’età ridotta che difficilmente arriva fino agli 85 anni, mentre la media si esaurisce a 75 anni. In conclusione non si possono decidere sulla carta delle soluzioni di cessione più convenienti in assoluto.

Per approfondire l’argomento leggi anche Cessione del quinto Inps.

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