Conviene il prestito con cessione del quinto di Intesa Sanpaolo?

L’offerta già ricca di prestiti personali di Intesa SanPaolo diventa completa tramite la presenza della cessione del quinto e la cessione del doppio quinto, sia per lavoratori dipendenti del settore pubblico (compresi statali e ministeriali) che per i pensionati (sia ex lavoratori dipendenti che ex lavoratori autonomi). Il tasso di interesse rimane fisso per tutta la durata del contratto con un livello medio che non ha nulla da invidiare ai migliori prestiti degli istituti bancari concorrenti.

Caratteristiche della cessione del quinto per dipendenti

Ai dipendenti sia statali che ministeriali viene richiesto come requisito di età, un minimo di 18 anni e un massimo di 75 anni, per gli altri invece come età massima è prevista quella legata all’età massima pensionabile.

I tassi di interesse sono intorno al 12%, a meno di particolari convenzioni o promozioni, e comprensivi della maggior parte delle voci di spesa oltre che dei tassi di interesse. L’importo minimo richiedibile è di 3 mila euro, rimborsabili comunque in un arco temporale che parte da un minimo di 24 rate, fino a un massimo di 120 rate (l’importo massimo dipende dal rapporto di 1 quinto dello stipendio e ovviamente della durata scelta).

Come documenti sono richiesti solo i documenti di identità e quelli relativi al reddito (come ultima busta paga) e l’autorizzazione a trattenere a monte la quota di un quinto dello stipendio (da parte del datore di lavoro o dell’amministrazione da cui si dipende).

Caratteristiche cessione del quinto della pensione

Attenzione!

L’età massima che bisogna raggiungere al momento della scadenza del piano di rimborso è di 85 anni (quindi i 75enni possono usufruire di una durata massima, mentre per le persone di età superiore la durata si accorcia fino ad un minimo di due anni).

L’importo massimo dipende dall’entità della pensione, al netto della pensione minima (poco meno di 500 euro) e della possibile durata scelta. Il tasso di interesse Taeg risulta leggermente inferiore a quello applicato su dipendenti pubblici e privati a causa della mancanza della copertura assicurativa legata alla perdita dell’impiego (obbligatoria solo per coloro che sono ancora in attività).

Come documentazione, oltre a quella anagrafica e di identità e al cedolino della pensione, bisogna presentare anche la certificazione della quota cedibile.