Imu seconda casa: ecco come non pagare o pagare meno

L’Imu è diventata una voce molto pesante, tra le imposte da pagare, al punto da rallentare la ripresa del mercato immobiliare. Questo perché chi acquista una seconda casa sa già che dovrà fare i conti con i problemi legati all’affitto (compresa la componente fiscale) e con l’aggiunta di ulteriori spese, che possono rendere ‘non conveniente’ questo tipo di investimento.

Il problema sul come non pagare l’imu riguarda però soprattutto coloro che già hanno più di un immobile (vedi anche Prestito prima casa), e che quindi si vedono assoggettati a veri e propri salassi, in un momento in cui liberarsi della casa o dell’immobile è, tra l’altro, poco conveniente.

Va addirittura peggio a coloro che hanno una seconda casa considerata ‘non demolibile’, e di cui non vogliono più sostenere il costo. Vediamo perciò quali sono le alternative.

Due case? Una ai figli

Innanzitutto è da sottolineare come non sia necessario che i figli si intestino l’immobile. Soprattutto nelle zone in cui ci sono problemi per la questione degli alloggi, la legge che ha reintrodotto l’imu, infatti, già prevedeva che, nel caso di comodato gratuito concesso ai parenti, ci fossero dei grandi sconti.

Alcuni avvocati però sostengono che sorgendo il diritto di abitazione del figlio, questi, pur non essendone il reale proprietario, in virtù di questo diritto, avrebbe una situazione paragonabile alla prima casa. In quest’ottica i genitori non dovrebbero più pagare l’Imu come seconda casa.

Nonostante ciò (ed anche in funzione delle possibili novità introdotte con la legge di Stabilità 2016) è meglio farsi consigliare da uno specialista, soprattutto per le caratteristiche che deve avere il contratto, visto che i comuni non si “accontentano” della “parola” o degli accordi verbali, specialmente in un momento in cui la casa è il principale bancomat che hanno ora a disposizione.

Agibile o non abitabile?

Se l’immobile di cui si è proprietari non ha l’agibilità o è addirittura inagibile, vale la pena incaricare un tecnico abilitato (vedi anche Prestito per ristrutturazione casa), e magari accreditato presso il comune, per far rilevare lo stato dell’immobile stesso. Se non si ottiene un’esenzione totale, si va incontro generalmente ad uno sconto del 50%, il che costituisce comunque un bel risparmio.

Rivedere o declassare l’immobile

Si tratta di una via difficoltosa, ma se si riesce ad ottenere la condizione di classe catastale F/2 si ha l’esenzione visto che non c’è rendita sull’immobile. Ciò non esclude ‘in toto’ il pagamento dell’imu, che comunque si riduce perché calcolata solo sul terreno sul quale si trova il fabbricato.

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