Multe in Italia od all’estero: è davvero possibile non pagarle?

Prima di cercare un aiuto su ‘come non pagare le multe’ bisogna fare una netta distinzione tra quelle ricevute all’estero ed in Italia. Nel primo caso infatti fa la differenza il paese in cui queste sono state fatte e se è avvenuta l’immediata contestazione (in tal caso, normalmente, viene richiesto in modo subito il pagamento, pena il ritiro dei documenti, così da bloccare nel Paese chi ha commesso l’infrazione).

I Paesi che hanno firmato la convenzione di Strasburgo o accordi bilaterali possono invece accedere liberamente ai dati degli automobilisti, con invio della multa direttamente al domicilio.

Bisogna prestare molta attenzione ad alcuni Paesi come la Svizzera, in quanto se non si effettua il pagamento della sanzione entro i termini indicati, si diventa imputati (rischiando anche il carcere), essendo ‘la multa’ un’infrazione che ha carattere penale (vedi anche Prestiti per ex detenuti).

In altri stati invece, si rischia di essere inseriti in una lista nera per cui, o non si torna per almeno 5 anni sul territorio (per approfittare dei termini di prescrizione) oppure si spera di non venir mai fermati dalla polizia locale.

Quando fare ricorso?

Ci sono due possibili soluzioni per non pagare una multa e cioè:

  • fare ricorso;
  • sperare nella prescrizione.

Per quanto riguarda i ricorsi, sono soprattutto quelli senza contestazione immediata, come nel caso delle sanzione afflitte mediante ’autovelox che hanno maggiori possibilità di essere accolti. Le ragioni possono essere:

  • mancata indicazione della presenza dell’autovelox;
  • mancata presenza di un vigile urbano (non può essere gestita da società appaltatrici);
  • autovelox su strade urbane ordinarie.

Altre condizioni possono avere esiti differenti, a seconda del tribunale a cui ci si rivolge. Ne è un esempio la multa per divieto di sosta, considerato che è più complicato dimostrare se c’è stata una non corretta valutazione fatta da chi ha comminato la multa o se, ad esempio, il cartello che indicava il divieto non era di facile individuazione.

Se si hanno dei dubbi si può sempre tentare questa strada facendosi aiutare anche dalle associazioni dei consumatori: alcune hanno promosso delle vere e proprie Class action, come Altroconsumo contro il comune di Milano, così da ottenere un’assistenza legale specifica al problema a costi più accessibili (vedi anche Ho bisogno di soldi).

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