Contenzioso bancario: ecco come funziona

Il significato che viene attribuito al contenzioso bancario, in modo molto generico, riassume tutte quelle situazioni di “attrito” o molto più semplicemente di “non accordo” con una banca, su aspetti contrattuali o legati ai regolamenti interni. Quindi, sempre in senso lato, si può parlare di contenzioso quando un correntista non rispetta la linea di fido accordata, non paga una rata entro la data indicata nel contratto, ecc.

A questo concetto di contenzioso bancario si aggiunge quello che è diventato molto di moda nell’ultimo decennio, che si ha invece quando è il cliente che si muove contro la banca per far valere un proprio diritto.

I primi casi che hanno portato a questa maturazione di coscienza sui propri diritti sono legati all’anatocismo, con un grande contributo, specialmente dal punto di vista informativo e divulgativo, che è stato dato dalle associazioni dei consumatori (molto attive furono Adiconsum e Altroconsumo). Negli ultimi anni grande attenzione invece è stata riservata alle problematiche dei contratti di mutuo (o prestito) con i tassi di usura a volte applicati dalle banche (vedi anche Tassi prestiti).

A chi rivolgersi e come far valere i propri diritti

Se si ha la sensazione o il timore che si abbiano gli estremi con i quali si possa aprire un contenzioso, il consiglio è di evitare di muoversi da soli, senza l’aiuto di un professionista (spesso messo a disposizione dalle stesse associazioni dei consumatori).

Di fatti il contenzioso bancario non è necessario che si consumi in tribunale, ma spesso si trovano degli accordi per via extra giudiziale. Se non ci si muove nel modo giusto si rischia di precludere questa prima possibilità che permette di risparmiare i costi legali di un processo, che possono incidere sfavorevolmente e in modo ingente. In alternativa si dovrà interpellare direttamente un avvocato specializzato in questo ambito, che sappia quindi come muoversi.

A cosa fare attenzione?

Sia che si tratti di una società (vedi anche Guida al Microcredito) che di un privato, ci si deve muovere per tempo, e non attendere che si verifichino delle situazioni ostative (come ad esempio procedure concorsuali e fallimento, oppure recupero crediti, ecc).

Una ragione in più per non affidarsi ad una guida generica (anche se recensita come un buon libro) , ma ‘investire’ nella possibilità di recuperare ciò che non doveva essere pagato, o evitare di imbarcarsi in un’esperienza che non porterà ad alcun risultato positivo.