Finanza strutturata e cartolarizzazione: guida pratica

La facilità e la rapidità con cui si possono ottenere risorse fresche, sono alcune delle chiavi che designano il successo di un’impresa. Nel mondo anglosassone già negli anni ’80 si era sviluppato un tipo di finanza “alternativa” (detta Finanza Strutturata) basata su una vera e propria architettura, che in Italia è stata istituzionalizzata e inquadrata nel 1999, ideata per coniugare la creazione di una forma differente di approvvigionamento di liquidità, beneficiando anche di forme di ripartizione del rischio.

Che cos’è e significato

La finanza strutturata si basa su uno schema specifico, che tuttavia non riesce a dare una forma univoca alle varie operazioni che vengono eseguite con essa, per la grande variabilità di fattori (e condizioni riferibili ad essi) che intervengono. Il carattere di personalizzazione è fondamentale, per cui le grandi banche hanno organizzato veri e propri team specializzati nel consigliare e realizzare la struttura individuata come la migliore per una data realtà specifica.

Questo ha addirittura portato alla creazione di una nuova forma di specializzazione nei corsi di laurea in Economia (come nel caso della Finanza Strutturata e Assicurazioni, presente ad esempio nell’Università Unisi). Quindi che cosa sia lo si può desumere solo riferendosi allo schema di base che può essere così riassunto:

una società, che è titolare di crediti (non immediatamente esigibili) li passa ad una società veicolo, che grazie alla cartolarizzazione e tramite l’ausilio di una banca di investimento, li colloca sui mercati finanziari, normalmente attraverso l’impiego di fondi comuni di investimento (per sfruttare al meglio l’aspetto della diversificazione e ripartizione del rischio)

Una volta compreso in che cosa consiste il procedimento, non manca che rispondere al significato che ha tutta questa operazione, che fattivamente è molto complessa. La società ‘a monte’, che trasferisce il credito che vanta alla società veicolo, ottiene risorse che può usare per fare nuovi investimenti o per poter riequilibrare il proprio bilancio, ad esempio riducendo la propria esposizione all’indebitamento, usufruendo di un anticipo su crediti, rendendo più ‘sofisticata’ proprio la cessione del credito.

Quali i servizi delle banche

Gli Istituti Finanziari, che hanno un comparto come Banca di Investimenti, e offrono servizi dedicati alle imprese di varie dimensioni, propongono servizi di consulenza, che guidano nella scelta dei crediti da usare nella cartolarizzazione, nella creazione o individuazione della società veicolo, quindi al collocamento dei titoli cartolarizzati. Tra le più attive troviamo: Ubi Banca, Unicredit, Intesa SanPaolo e Bnl.

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