Finanziamenti e sovvenzioni per il turismo: esempi e indicazioni pratiche

La Comunità Europea, solo da qualche anno ha riservato un posto di primo piano a quello che è di fatto il terzo settore economico al mondo (per capacità di produzione di ricchezza in termini di Pil mondiale) e cioè il turismo.

Questa maggiore attenzione è stata in buona parte indirizzata dalla crisi innescata dalla crisi del 2008, che ha messo in evidenza la capacità del settore turistico di reggere anche a sconvolgenti cambiamenti dei punti di riferimento più consolidati.

Per il periodo programmatico che va dal 2014 (ma che di fatto ha visto i primi stanziamenti a partire dal 2015) al 2020 sono stati già completati i vari programmi europei, molti dei quali incentrati proprio sul turismo, inteso nel suo complesso, ovvero come insieme di strutture e servizi che ne permettono lo sviluppo e il mantenimento sostenibile nel tempo e cioè: strutture ricettive (come alberghi, ma anche bed&breakfast, agriturismo, ecc), ristoranti (con ampio spazio al biologico), agenzie di viaggio e operatori turistici, ecc.

L’Italia e i finanziamenti Ue

Il governo italiano ha abbracciato ben volentieri i vari programmi comunitari, visto che per alcune Regioni in grande difficoltà come la Sicilia, la Puglia, e la Campania soprattutto dal punto di vista della disoccupazione, è proprio sul settore del turismo che si sta puntando per entrare finalmente la via della ripresa. A riguardo è stata redatta anche una guida, dalla quale si possono vedere in modo abbastanza esteso quali sono i programmi avviati, anche se per gli stanziamenti, che poi indicheranno in modo specifico i finanziamenti europei a disposizione per quell’anno specifico e la loro entità, bisognerà riferirsi ai vari bandi di assegnazione, che via via le Regioni di interesse andranno ad approvare.

Quali prestiti per il turismo?

L’aspetto più interessante sta nella scelta dei fondi strutturali, rivolti soprattutto alle realtà individuabili o classificabili come piccole e medie imprese (vedi anche Finanziamenti agevolati Pmi).

Infatti si supera l’aspetto dei soli finanziamenti a fondo perduto, per andare a concentrarsi sulle sovvenzioni, e la differenza non è da poco, dal momento che le sovvenzioni possono essere un po più complicate da ottenere, in quanto bisogna possedere in modo completamente aderente tutti i requisiti richiesti (sia personali che per bacino di utenza) ma non vanno rimborsati, mentre quelli a fondo perduto (mai in maniera totale) almeno per una percentuale prevedono la restituzione (o del capitale o degli interessi).

A chi rivolgersi?

La pazienza e la ricerca costante di informazioni sono fondamentali. Ad esempio, per la Sicilia, ci sono due bandi di prossima chiusura, per il 2015, in attesa che vengano approvati quelli del 2016. Maggiori info su i bandi specifici sono presenti sull’apposito portale della Regione Sicilia.

Per la Puglia, si hanno le possibilità legate anche all’incentivazione per la cultura e la promozione delle eccellenze locali, da inserire sempre nel contesto turistico (puntando alla ‘destagionalizzazione’). Informazioni sui bandi si possono trovare qui Finanziamenti Regione Puglia 2015.