Buonasera a tutti,
chiedo scusa se ho preso in prestito il titolo di un altro 3d vecchio ormai di quasi due anni...visto che in quello nessuno piu' scriveva da allora, mi sono permesso di aprirne uno nuovo, con un titolo simile per richiamare l'attenzione degli esperti sul problema in questione.
Anch'io, come scriveva disperato l'autore napoletano di quel 3d che addirittura minacciava di "farla finita" nonostante avesse una bambina di 3 anni (ormai saranno quasi 5 e mi auguro che l'utente sia vivo e vegeto e sia riuscito almeno in parte a risollevarsi, se non altro di morale), sono praticamente ormai immerso completamente fino al labbro inferiore in quella sostanza maleodorante che tutti conosciamo, e nella quale si trova immerso chi come me è "inguaiato" causa debiti contratti nel passato. E non c'è verso, per un motivo o per un altro di venirne fuori.
Circa 10 anni fa, accesi un prestito per comprare un'auto "usata" della quale necessitavo per gli spostamenti della famiglia e per il lavoro (faccio notare che guadagnavo circa 2.500.000 delle vecchie lire e il prestito mi era stato concesso senza battere ciglio nonostante non avessi comunque un contratto vero e proprio in mano e venivo remunerato con ritenuta d'acconto). Avevo già un altro prestito in corso presso un'altra finanziaria che avevo acceso per avere liquidità e per pagare l'affitto dell'appartamento nel quale risiedevamo (parliamo nel 2000 di circa 1.650.000 vecchie lire mensili in periferia, mica in piazza Duomo eh?).
Ho pagato sempre regolarmente tramite banca le mie rate senza saltarne mai una fino al giorno del disastro (circa 2 anni e mezzo, il prestito era di 5)...quando il direttore della banca vide che il mio reddito smise di arrivare causa riduzione e poi interruzione del lavoro (non per colpa mia) chiuse subito i rubinetti..come dire, piove sempre sul bagnato. Qualcuno qui diceva "se hai soldi ti faccio un prestito...se non ne hai niente da fare.
Per farla breve il lavoro termino' da un giorno all'altro e mi ritrovai mio malgrado immerso nella schiera dei precari (oggi un lavoretto qui, domani uno là) e alla fine siamo andati in mora e ci hanno sfrattato, con conseguente pignoramento di un 5° dello sipendio e blocco di conto corrente bancario e relative carte di credito. A tutt'oggi, (non ho piu' controllato la situazione ma penso che non sia cambiato nulla) sono segnalato al CRIF come cattivo pagatore e di conseguenza, a parte una postepay che chiunque puo' possedere (anche piu' di una), nel mio portafoglio non ci sono altre tracce di strumenti di credito, nè conti bancari. Ora non vivo piu' con la mia (ex) famiglia da 5 anni, ho una figlia di 12 che tento nelle mie possibilità di sostenere (sia affettivamente che economicamente elargendo il minimo dei minimi) e lavoro saltuariamente come procacciatore d'affari (che vuol dire trascorrere anche mesi interi guadagnando appena i soldi per riuscire a mangiare dal 5 al 25 del mese, dopo aver assolto gli impegni da padre ed ex marito mantenitore). Come diceva l'utente di Napoli nel suo 3d, a 50 anni è dura che le aziende ti assumano o che ti prendano semplicemente in considerazione per lungo termine garantendoti un minimo di stabilità economica, di conseguenza sei "obbligato" a fare la parte della lepre che scappa inseguita dai cacciatori che cercano in tutti i modi di riprendersi il dovuto, anche a costo di scuoiarti vivo.
Vivo ogni giorno con il tormento, cerco se non è estremamente necessario di non rivelare il mio domicilio, anche perchè sono "ospite" della mia attuale compagna che NON voglio assolutamente convolgere nelle mie magagne, rilascio per contattarmi sempre ed esclusivamente il mio numero di cellulare a chiunque.
Stamattina (ma anche di sabato?????) ricevo sul mio cellulare una telefonata da un ennesimo ufficio di recupero crediti di una delle due finanziarie menzionate sopra (la sede tra l'altro è a Milano ma io vedo un numero della zona di Treviso...boh...), una signorina poco garbata, con accento meridionale molto marcato (ma guarda un po' che caso, chissà perchè il 99 % di quelli che fanno questo mestiere hanno quell'accento e soprattutto la cantilena ricorda sempre quella dei mafiosi che vedi i tv quando minacciano un magistrato o un testimone) e con tono duro della serie "ora ti faccio un mazzo così" chiede insistentemente di parlare con me e fatica a presentarsi dietro mia richiesta. Appena inizia a parlare cade la linea...il cell si spegne...batteria scarica.
Torno a casa, metto sotto carica il cellulare e trovo un messaggio in segreteria, ascolto e sento la voce della signorina di prima che con lo stesso tono minatorio e (pseudo) mafioso (sai che paura, me la sono fatta addosso, il mio nick qui nel forum infatti dice tutto) mi minaccia dicendomi che mi conviene rispondere al telefono che è meglio per me e di non far scattare la segreteria (testuali parole, il messaggio ovviamente l'ho conservato).
Terminata la filippica, agli esperti del settore presenti qui chiedo: io sto sempre lavorando a provvigione come procacciatore d'affari "occasionale", sono tempi duri per la vendita e il commercio e non guadagno nemmeno piu' quasi i soldi per passare il mantenimento a mia figlia, sto iniziando la causa di divorzio per la quale tra l'altro sono assistito da un avvocato con il gratuito patrocinio (e questa la dice ancora piu' lunga)...non posseggo case, auto...ho solo un cane, due chitarre e un pc, oltre agli effetti personali. La spesa in casa ovviamente la sostiene la mia compagna, e quando riesco cerco di contribuire.
Decidessero di adire per vie legali, cosa rischio? Esiste anche il pericolo "contumacia" dato che all'ultimo mio domicilio/residenza che hanno, non ci vivo piu' da 5 anni? E come hanno avuto il mio numero di cellulare, se da 5 anni a questa parte ne ho cambiati almeno 4?
L'unica cosa che mi impedisce di dormire la notte, è il pensiero della mia compagna che, per mia decisione, è all'oscuro di tutto. I miei problemi iniziarono molti anni prima di conoscerla, e non mi sembrava il caso di metterla in mezzo...solo che se saltasse fuori tutto il casino, sicuramente si sentirebbe come "tradita" in qualche modo e potrebbe anche mettermi alla porta (troppe volte ho visto amori anche forti, terminare a causa dei soldi o dei problemi legati a questo).
Voi cosa fareste? Io non minaccio il suicidio come ha fatto l'utente dell'altro 3d, sono uno che non dà soddisfazioni di nessun tipo, figuriamoci togliersi da mezzo e fare un favore a qualcuno. Se lo scordano. Però non posso negare che questa situazione mi sta logorando al 100 %, rischio l'analisi (anzi se potessi permettermelo economicamente, un paio di sedute a settimana non me le toglierebbe nessuno, sto impazzendo letteralmente) e comunque la mia pastiglietta giornaliera contro l'ansia ormai non me la toglie piu' nessuno.
Chiedo umilmente perdono per la filippica, ma è una situazione che, per essere compresa, andava spiegata per bene in tutti i dettagli.
Grazie ancora.
Dimenticavo: complimenti per il forum...uno dei piu' utili che abbia visitato negli ultimi 8 anni.
Ultima modifica di IoNONhoPaura (09-01-2010 15:16:38)