Garanzie e Assicurazioni

Garanzie Prestito personale - prestito finalizzato

Il prestito personale o il prestito finalizzato, differentemente dal mutuo, non prevede la prestazione di garanzie reali (pegno o ipoteca) per cui, in alcuni casi (es: contratto di lavoro a tempo determinato, importo elevato ecc.) gli enti finanziatori potranno richiedere garanzie personali: firma di un coobbligato o di un terzo fideiussore che si obbligano direttamente verso il creditore (banca o finanziaria) in caso di insolvenza del debitore principale.
In ogni caso, il finanziatore ha una certa discrezione nello stabilire di volta in volta - in base al profilo di rischio dell’operazione e alla storia creditizia del cliente - l’eventuale garanzia da richiedere (vedi ottenere un prestito).

Garanzie Cessione del quinto dello stipendio

La cessione del quinto è un finanziamento garantito ma, differentemente dal mutuo, non prevede la prestazione di garanzie reali (pegno o ipoteca); la garanzia principale è rappresentata dal reddito da lavoro dipendente infatti le rate vengono trattenute direttamente dalla busta paga. Oltre alla stabilità del posto di lavoro l’ente finanziatore potrà contare, in caso di insolvenza, sia sul TFR (Trattamento di Fine Rapporto) maturato dal dipendente che sulla stipula obbligatoria di due polizze assicurative (rischio vita e rischio impiego) che andranno a sanare il debito qualora il TFR non sia sufficiente.

Spese assicurative

Le banche o finanziarie possono richiedere, a garanzia del credito concesso, la stipula di una o più polizze assicurative: si tratta di polizze vita o impiego, con cui il finanziatore si assicura il rimborso del capitale in caso insolvenza dovuta a premorienza, invalidità temporanea o permanente, perdita del posto di lavoro.

Attenzione!
Accanto a polizze obbligatorie gli enti finanziatori possono “proporre” polizze facoltative (responsabilità civile, polizza salute ecc.) che pur non rientrando nel calcolo del TAEG contribuiscono ad incrementare il costo complessivo di un finanziamento !
Si consideri, infatti, che anche una polizza molto costosa può tradursi in un lieve aumento della rata, se tale costo viene distribuito in più anni: ad es. una polizza di 300 euro “spalmata” in 60 mesi comporta un incremento della rata di sole 5 euro...una di 600 euro in 84 mesi determina un incremento di circa 7 euro!