Meglio cessione del quinto o prestito personale – La soluzione migliore

La cessione del quinto rientra nella macro categoria dei prestiti personali. Ma oltre a domandarsi quale sia la banca o finanziaria migliore con cui accendere il finanziamento per ottenere la liquidità di cui si ha bisogno, e dove conviene fare la richiesta, c’è anche la questione da sciogliere se sia meglio cessione del quinto o il prestito personale ‘tradizionale’. Tuttavia visto che si rimane sempre all’interno della categoria dei prestiti non finalizzati, cerchiamo di comprenderne prima le differenze.

Cosa si intende con ‘prestiti personali’?

La categoria dei finanziamenti detti “personali” è infatti molto ampia, in quanto in essa vanno a confluire tutti quei prestiti che non sono finalizzati a monte ad un impiego specifico che deve essere dimostrato e/o dimostrabile. Ciò non significa che la liquidità ottenuta con essi non possa essere utilizzata per effettuare un acquisto di tipo “specifico” come può essere l’acquisto di un elettrodomestico, di un’auto oppure per effettuare dei lavori di ristrutturazione.

In fase di richiesta semplicemente non si dovrà giustificarne l’uso, il che costituisce una semplificazione in fase di avvio della pratica, perché come documenti si dovranno presentare solo quelli reddituali e personali, e non ci saranno valutazioni sulla conformità dei preventivi di spesa o delle fatture che vanno rimborsate. Questo aspetto rappresenta la maggiore analogia che possiamo trovare tra una cessione del quinto (sia dello stipendio che della pensione) e un prestito personale ‘normale’.

Cessioni e prestiti personali: confronto e differenze

Fin qui quindi non abbiamo sufficienti elementi per entrare nel merito se sia meglio la cessione del quinto o il prestito personale. Andiamo perciò ad eviscerare quelle che sono invece le differenze principali:

La durata

Nella cessione del quinto non è la banca o la finanziaria proponente che decide la durata massima che può essere concessa. Entro il limite dettato dall’età anagrafica del richiedente (che ha peso soprattutto nel caso dei pensionati), è la normativa che ha introdotto questo tipo di prestito a stabilire che potrà essere fino a 60 o fino a 120 rate, mentre quella minima è fissata comunque a 24 rate. Queste differenze sulla durata massima scelta in origine ha peso soprattutto se si arriverà a doverne richiedere il rinnovo prima della scadenza.

Nel prestito personale classico invece ogni banca e ogni finanziaria possono stabilire le durate in modo molto più libero. Quindi solo dal punto di vista medio troveremo durate minime di 12 rate mentre per quelle massime saremo intorno alle 72 o 84 rate, ma anche in questo caso non mancano le eccezioni che possono arrivare fino a 120 mensilità (tra gli esempi abbiamo Agos e Findomestic).

Importo massimo concedibile

Il prestito personale lascia più libertà nella determinazione della rata da restituire, potendo arrivare ad un rapporto di un terzo tra rata e reddito (vedi anche Prestito rifiutato), mentre nella cessione del quinto al massimo si arriva al 20%. A queste limitazioni si deve aggiungere anche l’aspetto della quota cedibile che rimane una sorta di franchigia non superabile per le cessioni. Ciò che permetteva alle cessioni di concedere somme maggiori era semplicemente la possibilità di poter approfittare di durate maggiori, ma oggi la situazione è cambiata grazie a società finanziarie che, anche nel prestito personale, come già accennato, permettono di utilizzare fino a 10 anni di rimborso.

Merito creditizio del richiedente

La modalità con cui avviene il rimborso della cessione del quinto permette di bypassare la questione della valutazione dell’affidabilità, e quindi del merito creditizio del richiedente, cosa che non accade nel prestito personale dove entrambi mantengono un ruolo centrale. Per queste ragioni quindi la cessione del quinto può essere richiesta anche da cattivi pagatori e protestati, mentre in una richiesta di prestito personale standard se non si ha una reputazione creditizia impeccabile con ogni probabilità si andrà incontro a una bocciatura.

Esposizione debitoria

Prima di concedere un finanziamento, le banche e le finanziarie, nell’effettuare i vari controlli, devono anche valutare che il richiedente non abbia troppi finanziamenti già in corso. Nel complesso l’esposizione debitoria non dovrebbe superare il 35% o 40% del reddito netto mensile. Questo tipo di controllo avviene in modo meno approfondito nel caso della cessione del quinto, dove la società concedente deve semplicemente constatare che non ci siano già altre cessioni in corso (in questo caso si potrà richiedere il prestito con delega) o che non siano presenti dei pignoramenti degli emolumenti. Anche in questa ipotesi la parte di reddito che può essere impegnato sarà comunque pari al 50%. Per questa ragione la cessione del quinto può essere usata anche per consolidare e sostituire finanziamenti che si hanno già in corso, facendoli confluire in una sola rata e un solo impegno.

Impianto normativo

La cessione del quinto è stata introdotta e disciplinata dal legislatore. Il prestito personale non gode di una legge specifica, ma viene regolamentata dalle disposizioni sul credito al consumo, con un approccio molto generalista. Queste differenze diventano molto marcate specialmente quando ci si avvicina a delle forme agevolate, come nel caso dei prestiti pluriennali Inpdap.

Quale conviene di più?

Il criterio del buon senso deve essere utilizzato con particolare acume quando si entra nel campo dei finanziamenti. In questo senso quindi vale il principio in base al quale è meglio ciò che risponde con maggiore aderenza e specificità al tipo di necessità che deve soddisfare. Quindi da un punto di vista molto generale non si può determinare a priori se sarà meglio la cessione del quinto rispetto al prestito personale, e ciò è dovuto anche al fatto che non tutti possono accedere alla prima forma di prestito. Infatti non si può trascurare il fatto che solo i lavoratori dipendenti (e tra questi ci possono essere delle ulteriori limitazioni) possono farne richiesta insieme ai pensionati.

Poi bisogna considerare anche il fatto che si può vivere una situazione particolare come ad esempio l’essere un protestato o un cattivo pagatore, o che si abbiano troppi finanziamenti già in corso. Tutte situazioni che non permetterebbero di optare per un prestito personale, anche qualora questo fosse più conveniente, almeno sulla carta in base a un regolare preventivo.

Tassi a confronto

La cessione del quinto presenta una peculiarità: si è obbligati a stipulare un’assicurazione contro i rischi di premorienza e di perdita del lavoro. Questo obbligo diventa una pura eventualità nel caso dei prestiti personali. Tuttavia questa disparità di condizione non rende comparabile il tasso complessivo applicato su una cessione del quinto rispetto ad un prestito personale, a meno che non ricorrano le seguenti ipotesi:

  • sulla cessione del quinto è la banca o la finanziaria concedente che si fa carico del costo del premio;
  • per il prestito personale viene effettuato un preventivo che comprenda anche il costo del premio assicurativo “facoltativo”.

In tutti i casi ci si dovrà attenere al confronto del Taeg e del Tegm.

Guida

Torna alla pagina principale Guida alla cessione del quinto.