Minicredito, piccolo prestito o microcredito: quali soluzioni per piccoli bisogni di liquidità?

Quali sono le differenze tra il minicredito e il microcredito? Dalle terminologie usate sembrerebbe semplicemente che il “micro” sia una tipologia che offre somme inferiori a quelle della tipologia “mini”, ma nella sostanza il discorso non solo è completamente capovolto, ma anche il funzionamento è differente.

Che cosa si intende per credito “mini” e quali i legami con il piccolo prestito?

Dopo l’evoluzione che c’è stata nel settore dei prestiti personali, con una sorta di riorganizzazione e di livellamento tra quelli creati ad hoc per gli statali (che beneficiano di quello che realmente viene definito piccolo prestito Inps ex Inpdap) e quelli ormai proposti dalle principali banche, come ad esempio Unicredit, e dalle finanziarie con più esperienza, come il caso di Compass, non si hanno grandi differenze tra questi e il minicredito, se non nei tassi di interesse (ovviamente più elevati), ma con restrizioni o limitazioni meno stringenti sui requisiti minimi necessari.

In entrambi i casi si parla di somme non elevate, da restituire in un arco temporale che al massimo arriva ai 4 anni di rimborso, anche se dopo l’eliminazione del tetto massimo per i piccoli prestiti, questi, di fatto, permettono di ottenere anche somme di un certo livello.

Le differenze reali con il microcredito?

A volte sorge una certa confusione, come è avvenuto con il microcredito 5 stelle che, date le sue peculiarità, è stato sovrapposto con quello di tipo mini per i maggiori legami con l’offerta delle banche. In generale però nel microcredito la principale agevolazione proviene dalla possibilità di poter accedere ad un finanziamento senza presentare delle garanzie proprie, ma in virtù di ‘assicurazioni’ fornite da un apposito fondo che svolge solo il ruolo di garante.

La somma ricevuta va restituita nei tempi e nelle modalità previste dal contratto stipulato con la banca, mentre i requisiti che determinano le chance di accessibilità sono stabilite da chi crea il fondo di garanzia stesso.

Con il minicredito tutti gli aspetti legati alle somme concesse o concedibili, ai requisiti da possedere, alla sussistenza di promozioni, e in generale per le condizioni economiche, dipendono esclusivamente da quanto deciso dalla banca erogante stessa.

Infine ci sono le differenze sull’importo: il microcredito arriva a 25 mila euro mentre il mini credito non supera, come accennato, il range che va dai 3 mila ai 5 mila euro.

Esempi

  • Mini Express di Unicredit: dai mille ai 3 mila euro da restituire dai 18 ai 36 mesi;
  • Compass minicredito: non un vero e proprio prestito, ma una linea di credito di importo fisso pari a 1500 euro, che funziona, per il rimborso e il ripristino della riserva stessa come una carta revolving.