La pace fiscale insieme al reddito di cittadinanza dovrebbero entrambi trovare, insieme alla flat tax, un punto di incontro nei margini di “copertura dei conti” (come sottolineato dal Ministro dell’Economia). Detto questo a metà Luglio dovevano essere date le prime informazioni utili per capire bene il funzionamento della pace fiscale, ma con lo slittamento annunciato al 1 gennaio 2019, ad oggi le certezze sono ancora poche.

Condono o sanatoria?

Per la pace fiscale il governo e alcuni ministri non vogliono sentir parlare di condono. Dalle ultime notizie inoltre è emerso che per coloro che hanno aderito alla rottamazione non ci sarebbe la possibilità di usufruire della pace fiscale per gli stessi debiti (Fonte: sito Guida FISCO – guidafisco it/pace-fiscale-ultimissime-inclusi-ecslusi-rottamazione-condono-2108).

Proprio per questo smettere di pagare la rottamazione e le relative rate pattuite con l’agenzia di riscossione, non sarebbe una scelta da prendere in considerazione.

Di contro rimane il nodo sul quando questo provvedimento dovrebbe diventare realtà, e quindi come e in che tempi eventualmente aderirvi. Viene invece ribadito che ai cittadini che rientreranno nella possibilità di usufruire della pace fiscale, verrà data la possibilità di mettersi in regola pagando una cifra scontata rispetto all’importo ‘debitorio’ iniziale.

Un aspetto solo apparentemente sconveniente per lo Stato, in quanto sono centinaia i miliardi di euro di liti o di debiti che ad oggi risulterebbero praticamente inesigibili. In questo modo si vuole dare una possibilità alle persone, specialmente quelle con difficoltà, per chiudere la questione fisco ed allo stesso tempo riscuotere somme che molto probabilmente non lo saranno in altra maniera.

Quale sconto?

Logicamente anche sulle cifre, il regolamento e le modalità ci sono delle discrepanze. Le prime indiscrezioni hanno fatto parlare di un funzionamento diverso rispetto alla rottamazione delle cartelle esattoriali del 2016 e del 2017. In base a quanto già evidenziato la pace fiscale dovrebbe funzionare come un vero e proprio saldo e stralcio, e ciò lo allontanerebbe dal sistema con rateizzazione usato da entrambe le modalità di rottamazione.

Ma la differenza maggiore dovrebbe riferirsi al calcolo dell’importo che il contribuente dovrebbe dare la fisco per chiudere il debito. Con la rottamazione c’era stato lo sconto sulle sanzioni, che permetteva di ottenere uno sconto complessivo sulla cartella (completa quindi anche di interessi e oneri), fino a un massimo del 40%.

Con la pace fiscale invece si vorrebbe ridurre l’importo complessivamente dovuto, applicando un’aliquota che da indiscrezioni iniziali era stata fissata al 25% con possibilità di aliquote ridotte al 6% e al 10% a seconda del livello di difficoltà del contribuente guardando al suo reddito. Ciò significherebbe un risparmio minimo per il contribuente del 75%.

Tuttavia considerato che dalla pace fiscale devono arrivare i fondi per sostenere altri programmi (come il reddito di cittadinanza), il calcolo delle aliquote applicate sarà fatto solo quando i calcoli sugli importi necessari saranno definitivi.

Chi può aderirvi?

Anche qui non ci sono informazioni certe. Alcuni sostengono che la manovra riguarderebbe contenziosi o debiti fino a 100 mila euro (infatti la pace fiscale dovrebbe/potrebbe coinvolgere anche le liti fiscali, entro il secondo grado). Tuttavia anche questa soglia potrebbe essere modificata per raggiungere il tesoretto di 100 miliardi di euro stimati per flat tax e reddito di cittadinanza. Quello che dovrebbe essere invece certo è che a essere coinvolti dovrebbero essere sia i privati che i titolari di partita Iva.

Approfondimento: Guida ai prestiti per ditta individuale.

Quando?

Come già detto all’inizio le ultime notizie riferiscono lo slittamento della Pace Fiscale ai primi giorni del 2019. Detto questo, proprio per il legame di questo intervento con il reddito di cittadinanza ed i mancati introiti legati all’introduzione della Flat Tax, i tempi non dovrebbero spostarsi ulteriormente.

Ricordiamo infatti che il decreto legato alla Flat Tax potrebbe vedere la luce già tra Luglio ed Agosto del 2018, portando all’introduzione di un’aliquota unica del 15% per i titolari di partita Iva con un possibile abbassamento ulteriore per le start up (si parla del 5%).

Approfondimenti

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