Finanziamenti alle piccole imprese: guida alla scelta

Le piccole e medie imprese hanno allo stesso tempo uno svantaggio e un vantaggio quando si tratta di interfacciarsi con il mondo dei prestiti: da una parte le banche non prevedono generalmente una vasta gamma di prodotti ad hoc, ma puntano a una certa “adattabilità” da parte delle stesse aziende, che spesso si trovano a fare i conti con la mancanza di credito proprio quando versano in difficoltà.

Mentre come vantaggio c’è la maggiore attenzione riservata a loro proprio dalle istituzioni, con finanziamenti a fondo perduto o comunque con tassi o modalità di accesso agevolate.

Le differenze tra i finanziamenti di banche e quelli europei o regionali?

La linea di demarcazione, a meno che non ci si concentri sulle forme più classiche, non è poi così netta, anche perché spesso i fondi sono stanziati proprio grazie ad accordi o convenzioni con le banche. Tra l’altro la concessione di un prestito a fondo perduto totalmente senza rimborso è ormai da tempo superata, ed è stata sostituita da procedure con ‘solo’ una percentuale senza rimborso, che poi può essere in conto interessi (quindi restituzione del solo capitale) o in conto capitale (senza restituzione del capitale).

Da un punto di vista procedurale i fondi agevolati sono suddivisi in modo invalicabile per categorie (ad esempio per artigiani, per agricoltura, ecc) mentre l’accesso avviene normalmente tramite bando approvato da un regolamento regionale, il che restringe anche il bacino di utenza dei destinatari.

In più, queste tipologie di finanziamenti agevolati, sono quasi sempre destinate a operazioni ben specifiche (come quello di “digitalizzazione” oppure internazionalizzazione, sviluppo, assunzione, ampliamento, implementazione delle attività, ecc).

Dove cercarli?

Per quelli a fondo perduto si deve controllare se ci sono bandi non scaduti nella propria Regione di appartenenza, e poi constatare, tramite lettura del regolamento, se i requisiti oggettivi e soggettivi permettono di accedervi (vedi anche Fondi europei).

Per quelli erogati dagli istituti di credito è meglio per prima cosa vedere se ci sono convenzioni con specifiche banche (stipulate normalmente dalla categoria di appartenenza che offre anche le prime indicazioni), e solo successivamente rivolgersi direttamente alle banche stesse.

C’è un fatto da non tralasciare comunque mai: normalmente bisogna essere un’azienda “sana” quindi se si hanno difficoltà è meglio agire con richiesta di credito prima che la situazione vada a peggiorare.

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