Debito carta di credito: quando va in prescrizione?

Il termine di prescrizione è stato introdotto nel nostro ordinamento per spingere da un lato il creditore a compiere le azioni necessarie per la sua riscossione e dall’altra per tutelare il debitore che non può rimanere tale all’infinito, soprattutto nel caso di inattività del creditore stesso.

Quando si tratta quindi del debito derivante dall’uso di una carta di credito il discorso non è molto diverso, anche se bisogna considerare il fatto che la legge non lo contempla in modo specifico, ma lo tratta solo in modo generico. Ma questo che cosa comporta?

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La prescrizione del credito in generale

Tecnicamente la carta di credito rientra nelle forme di finanziamento offerte tramite la concessione di una linea di credito (vedi anche Fido bancario), anche nel caso in cui il pagamento avvenga in una sola soluzione, ovvero a “saldo” nel mese successivo a quello in cui è stata fatta la spesa.

Ma chi è che vanta un credito e chi invece svolge al funzione di debitore? Al di là del nome, il titolare di una carta di credito è il debitore mentre la società che la gestisce è il creditore. Perché è importante questa distinzione? Perché indipendentemente dal suo e dagli acquisti fatti con la carta stessa, se il saldo non dovesse essere pagato si diventa debitori di un “soggetto” di diritto privato, assumendo la stessa posizione che ha colui che deve rimborsare le rate di un mutuo o finanziamento in genere.

Infatti, anche se la legge non contempla direttamente l’ipotesi di debito di una carta di credito (vedi anche Carta di credito rateale), prevede la prescrizione per il pagamento delle rate di prestiti, mutuo, ecc, fissandone la scadenza alla prescrizione ordinaria che è quella di 10 anni.

Debiti delle carte di pagamento: conviene aspettare la prescrizione?

Bisogna sempre considerare le eventuali azioni di interruzione della prescrizione che possono allungarne i tempi in modo biblico. Questa è infatti un’altra ragione per cui è fondamentale ricordarsi che le banche e le società che gestiscono i circuiti di pagamento delle carte sono di diritto privato, per cui hanno il tempo, il denaro ed i mezzi per procedere all’adempimento di tutte le azioni necessarie per riuscire a non far mai esaurire la prescrizione, ed ottenere prima o poi il pagamento di quanto dovuto.

Procedure che comportano dei costi per cui può essere utile cercare di trovare un accordo che vada bene a tutte e due le parti.

Approfondimenti

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