Prestiti dipendenti ministeriali: agevolati e vantaggiosi

I lavoratori dipendenti hanno due vantaggi di fronte a quelli autonomi quando si tratta di finanziamenti e precisamente:

  • hanno minori difficoltà per accedere al credito potendo utilizzare anche la cessione del quinto preclusa alle altre categorie (con la sola eccezione dei pensionati);
  • sono destinatari di condizioni più agevolate rispetto ai lavoratori con partita Iva.

Nel caso dei dipendenti del settore pubblico si ha in più la possibilità di poter ottenere dei prestiti personali con tassi di interesse più vantaggiosi sia dalle banche che hanno in atto delle convenzioni, che dall’Inpdap se si hanno dei minimi requisiti obbligatori. In particolare ci sono moltissimi prestiti per dipendenti ministeriali tra cui poter scegliere, aumentando le possibilità di trovare quelli che sono più adatti in funzione della necessità di richiesta del surplus di liquidità.

Prestiti personali o finalizzati?

Quando si cercano finanziamenti agevolati, quasi sempre ci si troverà dirottati verso quelli di tipo personale. Tuttavia tra i prestiti per i dipendenti ministeriali ci sono anche tantissimi prestiti finalizzati che prevedono delle condizioni “diverse” rispetto a quelle applicate agli altri potenziali acquirenti e fruitori dei servizi proposti. Semplicemente questi tipi di finanziamenti sono meno noti proprio perché sono legati ad acquisti specifici, e sono soprattutto frutto di convenzioni che generalmente devono andare incontro a rinnovi annuali delle condizioni agevolate applicate. Per conoscere quali convenzioni sono in corso si può:

  • guardare sulle intranet della propria amministrazione;
  • chiedere direttamente agli esercenti (ce ne sono alcuni che hanno una lunga tradizione con questi accordi e che quasi sempre daranno un responso positivo);
  • controllare quali convenzioni sono disponibili per i dipendenti pubblici e statali presso banche e finanziarie che hanno anche accordi con gli esercenti per permettere l’acquisto con l’accensione di un finanziamento.

Se invece si sta cercando un prestito personale, allora per i dipendenti ministeriali, al pari di quelli statali e pubblici in generale, la prima scelta dovrebbe riguardare i prestiti pluriennali diretti Inpdap (un discorso a parte va fatto per i pensionati per la questione del premio assicurativo). In successione in modo quasi parificato troviamo i prestiti pluriennali garantiti e quelli che le banche e le finanziarie riservano a condizioni particolari proprio per i dipendenti di uno specifico Ministero oppure per quelli legati a una qualsiasi amministrazione pubblica.

Coloro che sono alla ricerca di una somma modesta, indipendentemente dalla propria posizione lavorativa (purché si rientri nell’accesso dei servizi di NoiPa), dovrebbero invece intraprendere come primo passo quello della richiesta del piccolo prestito Inpdap.

L’accesso ad una di queste tipologie di finanziamento è però condizionato dal possesso di requisiti minimi che in alcuni casi possono essere molto generici, mentre in altri sono molto specifici. Quindi al di là della mera convenienza bisogna anche valutare le reali possibilità di accesso a una modalità in alternativa all’altra. In tutti i casi le scelte vanno fatte sulla base dei preventivi che andranno sempre richiesti (o delle simulazioni previste sul sito Inps per i prestiti Inpdap).

Come trovare quello più conveniente?

Per prima cosa bisogna vedere se si hanno i requisiti minimi necessari per poter accedere ai finanziamenti agevolati. Come accennato in alcuni casi si devono rispettare condizioni specifiche ad esempio nel caso dei prestiti pluriennali Inpdap. Sia per i pluriennali garantiti che per quelli diretti bisogna infatti avere:

  • almeno 4 anni di iscrizione al fondo delle Gestioni Unitarie per le prestazioni creditizie e sociali;
  • maturato almeno 4 anni di versamenti nel fondo stesso (per alcune categorie i tempi di anzianità e versamento si riducono alla metà);
  • un contratto di lavoro a tempo indeterminato o, se determinato, di durata almeno pari a quello della scadenza del finanziamento;
  • la possibilità di dimostrare che le motivazioni per cui si richiede il prestito rientrino nelle ipotesi previste dal regolamento Inpdap (questa sola condizione non vale per quelli garantiti).

Tuttavia l’ammontare degli interessi che si dovranno versare complessivamente fino al termine della durata del finanziamento va sempre messo a confronto con quelli che verranno pagati nel caso di prestiti in convenzione e prestiti non convenzionati. In alcuni casi, specialmente quando si è pensionati, potrà risultare più conveniente una cessione del quinto non Inpdap perché la banca che la eroga, oltre ad applicare tassi di interesse medio-bassi, si fa anche carico del costo del premio assicurativo della polizza obbligatoria. Questa, rappresentata dalla percentuale del fondo rischio, sarà invece sempre a carico del finanziato per quelli Inpdap.

Ovviamente per conoscere in modo dettagliato queste condizioni applicate, la presenza di reali agevolazioni, e quindi fare una valutazione focalizzata sulla mera convenienza, lo strumento migliore che si ha a disposizione è proprio quello di comparazione di più preventivi. Ciò non va confuso con l’uso dei comparatori, che sono utili eventualmente per individuare aprioristicamente quelle che sembrano essere le migliori proposte in un determinato momento.

Una corretta analisi dei preventivi veri e propri implica invece:

  • richiesta di più preventivi: questa operazione non costa nulla, non produce alcun tipo di impegno o obbligo e non è soggetta a dei limiti temporali;
  • comparazione tra i vari preventivi ottenuti: in questa fase bisogna confrontare il Taeg e il monte interessi che si rimborserà al termine del finanziamento. E’ indispensabile che il preventivo sia stato redatto secondo il modello “europeo”, nato proprio per semplificare le procedure di comparazione;
  • salvataggio dei preventivi che sembrano più convenienti: la cosa più semplice da fare è quella di richiedere o fare un preventivo online. Infatti l’esito è quasi sempre immediato, e in più si ha direttamente un documento che potrà essere usato per poter successivamente far partire una richiesta di prestito in modo formale.

Non è invece quasi mai consigliato calcolare un preventivo e far partire la richiesta di prestito direttamente, rinunciando alla parte più importante che è proprio quella di comparazione.

Conclusioni

Di fronte ad alcuni tipi di offerte, come nel caso dei prestiti per dipendenti ministeriali e statali in generale, non bisogna mai cadere nell’errore di pensare che i finanziamenti targati come “convenzionati” o agevolati anche nella pratica saranno i più convenienti. A volte le agevolazioni riguardano solo l’esenzione dal pagamento di spese accessorie o comunque modesti vantaggi che concretamente non portano ad alcun reale valore aggiunto. Per superare queste trappole indenni si deve sempre sfruttare il potenziale dei preventivi: gratuiti e non impegnativi.

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