Prestiti dipendenti municipalizzate pubblici o privati – Le differenze

La specializzazione delle mansioni è diventato un principio cardine nell’erogazione dei servizi senza perdere il controllo della spesa. In questo panorama hanno proliferato le aziende municipalizzate, cioè quelle società di diritto privato (raramente a partecipazione pubblica), prive di personalità giuridica autonoma, che offrono dei servizi o svolgono specifiche mansioni per conto dei “municipi”. La particolarità di queste società risiede nel fatto che svolgono attività di tipo imprenditoriale (vedi anche Finanziamenti per imprenditori), e per farlo possono stipulare una serie di contratti di forma differente, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei propri dipendenti.

La mancanza di un’armonizzazione dei contratti stipulati, tra società spesso legate a uno stesso Comune, non permette spesso di individuare quelli che sono le possibilità di accesso al mondo dei finanziamenti, prima fra tutti la cessione del quinto, dove è la natura del datore del lavoro e le sue caratteristiche oggettive, che possono escludere la concessione del prestito. Detto questo, quali sono in concreto le possibili alternative dei prestiti riservati ai dipendenti delle municipalizzate?

Quando si può ottenere la cessione del quinto?

Un rapporto di dipendenza lavorativa è una conditio sine qua non, in mancanza della quale non si può ottenere alcuna cessione del quinto. Tuttavia lo status di lavoratore dipendente, soprattutto nel settore privato, non garantisce la possibilità di poter ottenere il finanziamento. Quando si ha a che fare con le richieste di prestiti per dipendenti municipalizzate, nella forma specifica della cessione del quinto dello stipendio, di norma si può contare su una parificazione di trattamento con le condizioni riservate a dipendenti statali, pubblici, parastatali, ecc.

Difficoltà possono subentrare nel caso in cui si sia titolari di un contratto di lavoro a tempo determinato, ma per quelli a tempo indeterminato, almeno in via teorica, non ci dovrebbero essere problemi. In pratica però si riscontrano difficoltà e differenze di trattamento che sono dovute in larga parte all’affidabilità che può palesare il Comune per il quale la propria società municipalizzata lavora. Ad esempio il Comune di Roma che è tra i più grandi, per numero di municipalizzate e relativi dipendenti, è anche un comune che incontra difficoltà nel garantire affidabilità, e non di rado vengono negate le richieste di cessione del quinto.

Ogni caso va visto sul momento, quindi vale sempre la pena fare una richiesta di preventivo, e constatare se quella banca o finanziaria concederanno la somma che si desidera avere (vedi anche Guida ai fnanziamenti online). Nella ricerca, per semplificare l’iter, si può iniziare con il chiedere alle banche o finanziarie che hanno delle convenzioni in corso, confrontando successivamente le proposte ricevute con le offerte esterne a questi accordi. In alcuni casi le convenzioni hanno appetibilità solo dal punto di vista teorico mentre nella pratica sono uguali ad altre proposte non convenzionate, e in qualche caso addirittura più costose.

Trattamento da dipendenti pubblici? Non sempre

Come già più volte accennato la natura molto particolare delle società municipalizzate costringe le banche e le assicurazioni ad interrogarsi sulla solidità della società stessa, così come d’altronde accade per le aziende private. La natura ibrida di queste realtà imprenditoriali complica però la fase di valutazione, e quindi ci possono essere concrete possibilità che una richiesta di cessione del quinto venga rifiutata.

La parificazione dei dipendenti delle municipalizzate a quelli pubblici fa invece sì che il requisito minimo di anzianità venga rispettato. Quindi anziché aver maturato almeno 6 mesi nella posizione lavorativa, come accade per i dipendenti privati, è sufficiente che si sia arrivati ad almeno 3 mesi. Tuttavia, nel caso di contratti di lavoro a tempo determinato è necessario avere una durata del contratto residuo che sia pari ad almeno la scadenza del contratto di cessione.

Sulla durata dei contratti, sempre nel rispetto delle condizioni anagrafiche del richiedente (età massima alla scadenza del contratto di 70 anni) e di quelle contrattuali, la durata minima parte da 24 mensilità mentre quella massima della cessione può arrivare fino a 120 rate.

Nonostante la parificazione della posizione ai dipendenti pubblici in generale, rimangono fuori dai vantaggi accessibili alcuni prodotti riservati, come ad esempio i prestiti Inpdap. Questi richiedono il possesso di requisiti ben specifici e soprattutto si rivolgono solo a coloro che hanno la possibilità di ottenere l’iscrizione facoltativa al fondo della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Tutti gli altri che mancano di questa possibilità, non possono accedere al prestito Inpdap se non in modo indiretto, ovvero come coniuge o familiare di un dipendente pubblico che ha maturato i requisiti minimi necessari.

Meglio i prestiti personali?

Ma attenzione, anche se si ottengono alcune facilitazioni, soprattutto a livello di accessibilità riservate ai dipendenti pubblici, la cessione rappresenta comunque una sola delle possibili alternative dei prestiti per i dipendenti delle municipalizzate.

Con i prestiti personali (che sono strutturati in modo differente dalla cessione del quinto), l’attenzione delle banche e della finanziarie interpellate si concentrerà interamente sulla capacità reddituale e sulla reputazione creditizia del richiedente. Quindi il prestito personale offre maggiore libertà di valutazione. Di contro le possibilità che la richiesta non venga accettata aumentano, oltre al fatto che in caso di cattivi pagatori e protestati questa strada non è assolutamente percorribile.

I tassi dei prestiti personali tendono ad essere leggermente più alti rispetto a quelli applicati nelle cessioni del quinto, per le quali c’è comunque una sorta di compensazione per la presenza della quota di assicurazione obbligatoria. E’ sempre possibile trovare dei tassi più bassi, oppure altre condizioni agevolate (ad esempio l’azzeramento delle spese di gestione e di istruttoria) se ci si rivolge a società finanziarie convenzionate. Qui gli accordi hanno carattere locale quindi ci si deve rivolgere a intermediari o agenzie specificatamente indicate nelle lettere di convenzione.

Per i prestiti personali che non siano cessioni le durate possono andare da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 84 rate come media, ma con alcune banche e finanziarie si può ugualmente arrivare fino a 10 anni di rimborso complessivo.

Conclusioni

C’è poca scelta di prestiti per dipendente delle municipalizzate proposti in modo specifico, ma la possibilità di ottenere qualche vantaggio concreto è comunque presente. Per apprezzare la qualità e l’entità di questi vantaggi si deve partire dalle convenzioni e paragonarle ai prestiti concessi a tutti coloro che abbiano le condizioni reddituali e di credibilità creditizia necessarie.

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