Tassi agevolati Inps ex Inpdap: dal piccolo prestito al pluriennale

A differenza di quanto accade per i mutui erogati dall’Inpdap, per la sezione dei prestiti la situazione dei tassi di interesse tende ad essere più stabile, fatta eccezione di quelli pluriennali garantiti che, venendo erogati tramite le banche convenzionate, evidenziano una differenza di trattamento, a seconda delle politiche di credito scelte dagli stessi istituti di credito concedenti le somme richieste (pur prevedendo, in senso assoluto, dei tassi agevolati in virtù degli accordi sottostanti).

I tassi di interesse nell’ultimo quinquennio

Dal 2011 è entrato in vigore il regolamento ancora oggi vigente, per cui, anche andando a ritroso al 2014, oppure al 2013, si constata facilmente che i tassi di interesse dell’Inpdap non sono stati modificati, rispetto a quelli proposti nel corso del 2015.

Ciò accede perché l’erogazione dei finanziamenti avviene sulla base delle somme che vengono messe a bilancio per essere concesse sotto forma di piccoli prestiti o prestiti pluriennali diretti. Quindi da una parte ciò garantisce stabilità di trattamento economico (che vale tanto per i tassi di interesse per quelli pluriennali quinquennali che decennali, mentre il Piccolo prestito Inpdap prevede un tasso differente che rimane comunque invariato sia per quello ad un anno che per quello quadriennale), ma può portare a incapienza dei fondi stessi stanziati, per cui può succedere che una domanda di prestito non venga accettata (il diniego viene comunque motivato tramite documento scritto), ma ciò non preclude la possibilità di presentare una nuova domanda (vedi anche Finanziamenti per iscritti al Crif).

Prestiti Inpdap tassi: quanto ammontano gli interessi per il 2015 dell’Inps?

Va fatta la distinzione tra il tasso di interesse con le quote di contributo di rischio, che comunque vanno ad aumentare l’ammontare della rata (che vengono indicate con le specifiche tabelle Inpdap). Al tasso che per i prestiti pluriennali è stato fissato al 3,5% fisso, si deve aggiungere quindi un contributo di 0,50% per le spese di gestione, più il contributo di rischio che la propria età, in funzione della durata scelta, prevede.

Stesso discorso per il piccolo prestito, che però parte da un tasso base del 4,25%. Bisogna ricordare che i tassi succitati non cambiano fino a quando è in vigore l’attuale regolamento, e fino a quando non verrà approvato un nuovo regolamento.

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