Prestiti Inpdap per la prima casa: finalità e principali differenze con i mutui Inps

All’interno della sezione dei prestiti pluriennali Inpdap, è presente una buona cernita di soluzioni dedicate proprio alla prima casa (da quelli pensati per sostenere le spese condominiali, a quelli per la manutenzione ordinaria, installazione di sistemi di miglioramento dell’efficienza energetica, fino ai prestiti destinati all’acquisto di un immobile ad uso residenziale in cooperativa e non, oppure alla costruzione).

Molti i punti di discontinuità tra i prestiti pluriennali e i mutui Inpdap, a partire dalle differenti possibilità di concessione e dalle procedure del calcola rata a loro volta condizionate dalle modalità di accesso, dalle somme massime ottenibili, dalla durata, tipologia di tasso e relativo importo. Ciò che invece li accomuna sono:

  • la necessità di essere iscritti alla gestione Unitaria delle prestazioni creditizie o sociali;
  • la limitazione al solo richiedente o eventualmente figli (ed in alcuni casi anche i genitori).

I prestiti destinati alla prima casa: tipologie e caratteristiche

Quando si parla di prestiti Inpdap per la prima casa, ci si riferisce ai prestiti pluriennali, che non possono quindi prevedere una durata superiore ai 10 anni (vedi anche Prestito per ristrutturare casa).

Il tasso è fisso, pari al 3,5%, al quale si deve aggiungere un altro 0,50% per la gestione e le quote legate al contributo di rischio, così come è risultante dalle relative tabelle.

Andando nel particolare le tipologie di prestito che possono essere richieste, sono quindi:

Prestiti di durata al massimo di 5 anni

  • Lavori condominiali: il finanziamento copre le spese a carico del richiedente dipendente pubblico o statale o del suo coniuge, meno il 10% che deve essere versato prima di ottenere il finanziamento, dandone dimostrazione. E’ inoltre necessario allegare l’autocertificazione dello stato familiare, la delibera condominiale e il preventivo di esecuzione del lavori e l’attestazione dell’avvio dei lavori;
  • Manutenzione ordinaria di un immobile (sia se proprietario che usufruttuario o conduttore, o se queste condizioni si rivolgono al coniuge convivente o ai genitori). La somma massima stanziabile è di 30 mila euro, (il 10% del totale deve essere già stato pagato e la dimostrazione va esibita all’ufficio competente, autocertificazione per il convivente o i genitori, e dichiarazione del nudo proprietario o locatore se il richiedente non è proprietario). Servono anche i documenti che attestano il diritto sulla proprietà, il tipo di rapporto, e il preventivo dei lavori;
  • Installazione di impianti fotovoltaici: stesse condizioni, e caratteristiche simili per la documentazione di quella della manutenzione ordinaria. In questo caso la somma massima concedibile è di 25 mila euro (vedi anche Prestiti per impianto fotovoltaivo).

Prestiti decennali

  • Riscatto di casa popolare o alloggio da ente pubblico: come documenti servono l’autocertificazione dello stato di famiglia, il documento attestante il diritto al riscatto ed il prezzo da corrispondere, oltre che la volontà di voler procedere (non è richiesta dimostrazione di acconto);
  • Acquisto di un immobile tramite cooperativa (può riguardare anche il coniuge del richiedente iscritto alla Gestione). Il prezzo della casa viene finanziato per intero, fatta eccezione il 10% che va pagato prima e dimostrato. Indispensabili, inoltre, i certificati che attestano l’acquisto della propria parte (da atto notarile o documento analogo), e quelli che dimostrano che i lavori sono stati avviati; stato di famiglia;
  • Acquisto di immobile da eleggere come residenza: stesse condizioni e documenti analoghi (tranne quello di avanzamento o avvio dei lavori) per l’acquisto da cooperativa. Tuttavia la somma massima concessa è 150 mila euro da ottobre 2011 ed il 10% del prezzo totale non viene finanziato, e va pagato come acconto;
  • Costruzione di un immobile a fini residenziali: medesime condizioni, documenti e limiti previsti per l’acquisto;
  • Prestito per estinguere un mutuo in corso (che non deve essere necessariamente destinato ad acquisto, ristrutturazione, ecc della casa), oppure per ridurre l’importo del mutuo in corso;
  • Manutenzione straordinaria (simile per documenti da presentare a quella ordinaria), per una somma massima di 100 mila euro da ottobre 2011.

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