I prestiti con delega di pagamento (doppia cessione)

I prestiti contro delegazione di pagamento(oppure con delega o doppio quinto) hanno visto negli ultimi anni un notevole sviluppo grazie anche alle varie circolari emanate dal Ministero del Tesoro, che hanno contribuito a stabilirne le regole fondamentali e a chiarire alcuni aspetti legati, in particolare, ai limiti di durata, quota cedibile, oneri e procedure.

Delega di pagamento normativa e novità

La normativa che si applica al prestito con delega di pagamento è quella generale che si applica ai finanziamenti (quindi disposizioni antiusura. limiti di età, determinazione dell’importo e condizioni di accesso), con l’aggiunta di alcuni richiami specifici. Questi sono trattati nell’articolo 1269 (specifico per la delegazione di pagamento) e nell’articolo 1723 (che riguarda la revocabilità del mandato). Gli articoli del codice civile hanno ovviamente carattere indicativo, quindi è nelle varie circolari che sono state date disposizioni più specifiche e pratiche.

Tali circolari partono dal 1996 con la regolamentazione dell’intera materia e la previsione di alcune regole tra le quali l’obbligo di stipulare una convenzione tra l’Amministrazione del dipendente e la Banca o Intermediario Finanziario. Altra regola fondamentale è legata al pagamento di un onere a carico del finanziatore per il rimborso delle spese sostenute dall’Amministrazione in relazione alla ritenuta sullo stipendio (costo del personale e processi informatici).

Non si deve dimenticare che fino al 2010 la cessione del quinto dello stipendio (che deve esistere perché si possa fare richiesta del prestito con delega di pagamento) costituiva una possibile forma di finanziamento esclusivamente per i dipendenti pubblici. Da qui un funzionamento che si fondasse su una convenzione specifica. Questo aspetto è poi scemato a seguito del decreto legge che ha esteso l’accesso della cessione del quinto a tutti i dipendenti anche privati e ai pensionati (in questo caso soprattutto in virtù di convenzioni Inps).

Che cosa è e come è il funzionamento?

In generale, i finanziamenti con delega di pagamento consentono di ottenere una somma maggiore rispetto alla semplice cessione del quinto dello stipendio o della pensione. La rata massima complessiva sarà infatti pari ai 2/5 dello stipendio mensile netto (chiamato anche doppio quinto).

Nel caso in cui la delega venga stipulata con una cessione del quinto già in essere e l’esistenza di altre forme di trattenute sullo stipendio (anche in caso di pignoramento), il Ministero del Tesoro ha stabilito, mediante la circolare 37 del 2003, che la quota massima cedibile è pari alla metà dello stipendio, mentre la singola quota della delega non potrà superare 1/5.

Quindi ad esempio su un reddito mensile netto di 1000 euro, se il lavoratore ha: 200 euro per la cessione del quinto e 200 euro per il pignoramento del quinto dello stipendio, la delega di pagamento che potrebbe essere sulla carta pari a 200 euro (ovvero ⅕ di 1000 euro) su riduce a 100 euro. Questo perché cumulativamente non si può andare a superare i 500 euro mensili, che sono, in questo caso, la metà dello stipendio. Se invece lo stesso lavoratore ha solo una cessione del quinto di 200 euro, allora si potranno ottenere come prestito con delega 200 euro, perché cumulativamente non viene superato il 50% del reddito di 1000 euro.

Va anche detto che tale questa circolare precisa anche che tale limite (del 50%del reddito netto) può essere superato solo se l’amministrazione del dipendente dia il suo assenso riconoscendone la necessità. Tuttavia ci sono state varie sentenze della Cassazione che in pratica non ne permettono l’attuazione, fissando in modo abbastanza rigido il limite di 50%, ritenuto quello minimo di “sussistenza”.

Durata e requisiti

La durata massima è la stessa prevista per la cessione del quinto, ovvero, 10 anni. Infatti la circolare 654 del 2006 ha definitivamente chiarito che in mancanza di una espressa limitazione della durata nelle delegazioni convenzionali, la durata delle delegazioni di pagamento rimane quella prevista dalle parti nei singoli contratti di finanziamento (art. 1372 c.c.). Anche per i requisiti si rimanda a quelli previsti nelle cessioni del quinto (che possono avere delle variazioni a seconda che si tratti di dipendenti pubblici, privati, pensionati, ecc).

Target destinatari e modalità di richiesta

Da un punto di vista formale ne possono fare richiesta gli stessi soggetti che hanno la possibilità di richiedere la cessione del quinto, come i lavoratori dipendenti, pubblici, statali e di aziende private. Per coloro che possono richiedere i prestiti pluriennali Inpdap, c’è la possibilità di fare richiesta anche della cessione del doppio quinto, con le stesse condizioni e modalità.

Normalmente, i prestiti delega sono richiesti per soddisfare determinate esigenze dettate dalla necessità di affiancare una cessione del quinto già in corso (quinto + delega) perché si ha il bisogno di una somma molto elevata.

Il prestito con delega, per il resto, ha le stesse caratteristiche della cessione quinto, prima fra tutte la possibilità di finanziare anche i protestati e i cattivi pagatori

Anche le modalità di richiesta, l’uso di moduli o di domande specifiche, seguono le stesse regole e gli stessi documenti previsti per la cessione del quinto.

Nei confronti di quest’ultimo però c’è una differenza sostanziale: il datore di lavoro che non può sottrarsi dall’accettare di effettuare la cessione del quinto (occupandosi del pagamento delle rate tramite l’importo trattenuto a monte), nel caso del prestito con delega può esimersi a questo compito. Anche le valutazioni sull’opportunità di concedere il finanziamento, da parte di banche e finanziarie e delle assicurazioni coinvolte per la componente di assicurazione obbligatoria, diventano più approfondite. Quindi se si ritiene che l’operazione non sia abbastanza “sicura” la domanda di prestito con delega potrà essere più facilmente negata, rispetto a quanto non accada invece con la cessione del quinto stessa.

Caratteristiche principali

  • Rata massima cedibile pari al 50% dello stipendio, in presenza di altre trattenute oltre alle cessioni del quinto
  • Durata massima 10 anni
  • Nessuna motivazione o giustificativo di spesa per effettuare la richiesta di finanziamento (qui fa eccezione il prestito pluriennali Inpdap che viene concesso solo con opportuna certificazione e dimostrazione dell’uso)
  • Rata fissa e costante per tutta la durata del prestito
  • Finanziamento ottenibile anche da chi ha subito pignoramenti, protesti o ha altri prestiti in corso
  • Obbligo assicurazione contro rischio impiego e morte
  • In genere il costo della delegazione è maggiore della cessione in quanto l’assicurazione rischio impiego è più onerosa.

In genere il costo della delegazione è maggiore della cessione in quanto l’assicurazione rischio impiego è più onerosa.