Prestito d’onore per studenti: guida alla scelta

Nel mondo dell’imprenditoria da diversi anni circola il termine di prestito d’onore, voluto dal legislatore, per semplificare l’accesso al credito a coloro che vogliono avviare un’attività senza offrire delle garanzie (come nel caso di Invitalia).

Invece negli ultimi 10 anni si associa il prestito d’onore soprattutto agli studenti, una crescita alimentata soprattutto dalle numerose convenzioni che atenei ed accademie hanno stipulato con i primari istituti di credito, al fine di garantire agli studenti considerati “meritevoli”, delle forme di finanziamento basate proprio sul concetto di “onore” (vedi anche Prestito per tutti).

Che cos’è?

Anche nel caso dello studio, questa forma di prestito non richiede una garanzia personale dello studente o dei suoi familiari (vedi anche Prestiti per studenti). Viene concessa una somma che dovrà essere rimborsata secondo quanto previsto dal contratto, anche se in alcuni casi si parla di tempi lunghi, successivi a quelli del raggiungimento della laurea stessa (vedi anche Prestiti facili senza busta paga).

Le condizioni variano comunque a seconda delle convenzioni in corso, così come spesso le caratteristiche di quelle pattuite per il 2015 potrebbero essere diverse da quelle previste nel 2016, quindi bisogna informarsi anno per anno.

In seno all’attività imprenditoriale, un sostegno decisivo alla regolamentazione del prestito d’onore è stato dato dal decreto legislativo 185/2000, che ha toccato gli ambiti più sensibili (persone svantaggiate, donne e giovani) ed i settori considerati più significativi (come il sociale e l’agricoltura, ma non solo) al fine di stimolare le iniziative incentrate sull’autoimprenditorialità.

Questo decreto ha inoltre stabilito che il prestito d’onore debba essere organizzato su un 50% a fondo perduto e un 50% a tasso agevolato. Pur non trattandosi della sola legge in materia, è quella che è intervenuta in modo più capillare, ed è stata di ispirazione per le altre successive.

Come informarsi?

L’informazione va ricercata presso le segreterie o gli appositi uffici presenti nel proprio Ateneo. A volte sono rese note sul sito dell’Università, ma se non lo sono non è detto che non siano presenti. C’è comunque da considerare, che non si tratta di prestiti a fondo perduto, ed anche se a tassi agevolati, le somme ottenute andranno restituite.

Per quanto riguarda l’attività produttiva, i fondi e le competenze per la sfera della consulenza sull’autoimprenditorialità, sono stati affidati a Invitalia. Per accedere al prestito d’onore si deve quindi passare per essa, registrandosi e compilando la domanda direttamente online sul sito. Ma è necessario che ci siano ancora fondi, altrimenti bisogna attendere i futuri nuovi stanziamenti.

Migliori finanziamenti per studenti 2015

  • Una delle banche più prolifiche nella stipula di accordi specifici con i vari atenei è la Banca Unicredit, che ha due forme di prestito d’onore. Per i tempi di restituzione può risultare particolarmente interessante la Unicredit Ad Honorem, in quanto può essere restituita fino a 15 anni di ammortamento;
  • Un’accademia che ha istituito un vero e proprio fondo a riguardo è la Elis Academy, che offre maggiori informazioni sul sito www.elis.org;
  • La Luiss ha in corso convenzioni con ben due banche: una è la Banca delle Marche (che permette di ottenere da 12 mila a 36 mila euro a seconda che si tratti del corso universitario o di un dottorando, con erogazione delle somme a tranche rispettivamente da 3 o da 6 mila euro); l’altra è Intesa SanPaolo, con il suo prestito della linea Bridge (con somme finanziabili da 12 mila a 50 mila euro, e sempre versamenti del prestito a tranche che variano da 4 mila fino a 10 mila euro l’una).

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