Caratteristiche principali e funzionalità dei prestiti su pegno

Nell’immaginario dei consumatori, la complessità del settore finanziario fa relegare il prestito su pegno in tempi remoti, mentre si tratta semplicemente di una delle forme di prestito che di fatto non conosce i limiti del tempo.

Si tratta di un prestito molto veloce, praticamente immediato, con un iter burocratico quasi del tutto assente ed il grande vantaggio di non portare ad una fase di istruttoria.

Proprio per questi aspetti risulta accessibile proprio a tutti: da coloro che sono protestati o cattivi pagatori, a coloro che non hanno redditi dimostrabili (come disoccupati, casalinghe, ecc). Si tratta di un prestito con garanzia, ma non va confuso con le forme di prestito che usano come garanzia il Tfr. Per il prestito su pegno servono infatti dei beni “fisici” come garanzia (gioielli, quadri, ecc).

Condizioni per ottenere il prestito su pegno?

La condizione fondamentale è solamente una, ovvero la proprietà di un oggetto di valore (che deve appartenere alle categorie di quelli accettati dalle agenzie di pegno presenti nelle banche abilitate, nelle finanziarie, ecc). Quindi per ottenere un prestito su pegno basta portare l’oggetto di valore a uno degli sportelli dove verrà effettuata la stima, ed eventualmente procedere alla firma del contratto, se il valore attribuito al bene sarà considerato congruo o soddisfacente.

Che documenti servono per ottenere il prestito su pegno?

Se si hanno certificati di proprietà o di valore sul bene vanno portati insieme all’oggetto, ma ciò non significa che non si procederà altrimenti alla stima del bene stesso e alle relative analisi se necessarie. Quindi bisogna esibire un documento di identità e il codice fiscale, per essere identificati e registrati (per le leggi sull’antiriciclaggio). Poi eventualmente c’è la firma del contratto, che riporta anche i costi collegati alla custodia del bene (l’onerosità complessiva del prestito viene sempre indicata dal Taeg).

La durata del prestito su pegno?

Nella maggior parte dei casi si hanno tre o sei mesi per provvedere alla restituzione della somma prestata con l’aggiunta degli interessi dovuti. Ma non mancano le banche che propongono contratti fino a 12 mesi.

Se alla scadenza del termine per il rimborso non si dovesse ottemperare al pagamento o al rinnovo (qualora previsto nel contratto) del prestito su pegno, il bene viene messo all’asta.

Esempi di prestiti su pegno

  • Tra le banche quella che propone condizioni più “elastiche” è Unicredit, con la possibilità di scegliere una scadenza da un minimo di tre mesi fino a un massimo di 12 mesi. Il Taeg è al di sotto del 15%;
  • Con 4 agenzie, anche banca Carige prevede la possibilità di poter ottenere il prestito su pegno, o di poter acquistare i beni impegnati a garanzia alle varie aste.