Finanziamento rifiutato: ecco tutto quello che devi sapere prima di richiedere nuovamente

Chiunque può ritrovarsi con una richiesta di prestito rifiutato e senza una “regola” generale che vada bene per tutti: che si tratti di Agos, Compass, Findomestic o altra banca o finanziaria, le ragioni possono essere davvero tante. Infatti ogni banca ha una propria politica interna per l’erogazione dei finanziamenti, per cui non si può conoscere a priori quali siano i parametri da rispettare perché un prestito venga accettato.

L’unica variabile che può essere “controllata” è quella della percentuale di finanziabilità, considerato che alcune banche hanno margini più ristretti (non superano il 30%), mentre altre hanno percentuali più elevate (fino al 40% o 45%).

Comunque ci sono delle ragioni invece comuni perché l’erogazione di un prestito venga rifiutato, e tra queste, oltre a quelle più conosciute come lo stato di cattivo pagatore o protestato, ci sono anche dei rapporti rata\reddito al di sopra del limite di legge accettabili, e l’impossibilità di coesistenza di alcune tipologie di finanziamento – come nel caso del tasso zero.

Tuttavia la legge impone che la banca renda nota la ragione per la quale la richiesta del prestito è stata rifiutata, anche se in alcuni casi viene comunicata solo la natura della mancanza (ad esempio reddituale, di capienza delle rate, o di tipo soggettivo). Indipendentemente da queste considerazioni bisogna sempre agire con estrema cautela, perché le richieste rimangono nel sistema per 30 giorni, e i rifiuti possono causare un curriculum creditizio negativo.

Il fatto però che un Istituto di credito abbia rifiutato la concessione di un finanziamento non deve scoraggiare, poiché ci sono delle alternative, che possono andare dalla ‘sistemazione’ della situazione Crif (se non è particolarmente brillante), alla più semplice ripetizione della richiesta da rivolgere a un’altra società che tradizionalmente si è dimostrata con più ampie vedute.

Come agire in caso di rifiuto

La prima cosa da fare è appurare la ragione del rifiuto: ad esempio se il rapporto rata reddito non è sufficiente, allora bisogna ridurre l’importo da richiedere o cercare una banca che abbia una soglia di tolleranza più elevata. Se si ha in corso un finanziamento a tasso zero, difficilmente la stessa finanziaria concederà un altro prestito con la medesima caratteristica. Ad esempio, è stato fatto un acquisto da Mediaworld con tasso zero scegliendo Findomestic come alternativa. Ora si vuole acquistare un prodotto su Trony sempre sfruttando il tasso zero, potendo scegliere tra Findomestic o Agos.

E’ meglio non avere dubbi, ed anche se può sembrare apparentemente più semplice rivolgersi a Findomestic, bisogna optare direttamente per Agos, perché altrimenti le possibilità di vedersi il prestito rifiutato sono prossime al 99%!

Come fare con segnalazioni Crif negative?

Per prima cosa ci si deve accertare che la segnalazione alla Crif sia negativa. Se si è segnalati come cattivi pagatori per un ritardato pagamento, allora bisogna prima procedere alla cancellazione dalla black list. Questa procedura può essere fatta in prima persona e in modo molto semplice, senza dover sostenere costi di intermediazione. Se ci sono gli estremi per ottenerla si deve fare richiesta direttamente a Crif usando i moduli disponibili online, facendo ben attenzione a specificare che non si vuole cancellare ogni segnalazione, ma solamente quelle negative.

Se si dovesse rendere la propria storia creditizia completamente nulla, in futuro si potranno avere ugualmente problemi di un prestito rifiutato, per mancanza di dati sull’affidabilità, che si matura solo con il tempo.

Troppi prestiti in corso? Attenzione a quelli già chiusi

Può sembrare un paradosso, ma spesso le segnalazioni che riguardano la chiusura e cancellazione di un prestito, saldato regolarmente, arrivano con un certo ritardo, oppure non vengono annotate in modo corretto. Nel caso in cui la capienza della capacità di rimborso è considerata ormai satura allora bisogna controllare che un prestito ormai chiuso sia stato correttamente cancellato e si dovrà provvedere a richiedere comunque la liberatoria dalla società finanziatrice o banca.

Una volta che si è conclusa questa fase conoscitiva bisogna aspettare che trascorrano 30 giorni da quello della richiesta. Infatti non appena viene attivata la fase di istruttoria, la banca o la finanziaria comunica al sistema bancario dell’attivazione di una richiesta di finanziamento comunicando anche l’importo (per evitare che contemporaneamente si richiedano più prestiti per aggirare il sistema).

Nel caso in cui il prestito venga rifiutato (o si scelga anche di ritirare la richiesta) nel sistema questa informazione rimane, e scade solo trascorsi i 30 giorni. Effettuare una domanda di finanziamento prima che sia avvenuta la cancellazione automatica, quindi, può portare un immediato rifiuto solo per il fatto che risulta già una richiesta in corso oppure, per le banche più zelanti, può rendere nota a priori la ragione del rifiuto che potrebbe portare a un nuovo rifiuto. E’ meglio perciò sfruttare il termine che deve passare per fare quei piccoli aggiustamenti richiesti per rendere la pratica futura più fluida.

Se il prestito è urgente?

Ovviamente può succedere che non si abbiano 30 giorni di tempo per poter sistemare una nuova richiesta di finanziamento. La strada da percorrere si fa particolarmente stretta, e spesso si deve sacrificare la convenienza con la maggiore probabilità di ottenere la somma di cui si ha bisogno.
Le cose da fare sono:

  • Rivolgersi a una finanziaria o banca con la quale ci sono sempre stati ottimi rapporti, con una storia creditizia molto positiva;
  • Contestualmente alla richiesta di prestito va esibita una lettera con la quale si attesta che il prestito richiesto precedentemente ad un altro istituto di credito è stato rifiutato (in questo modo la banca interpellata ha la dimostrazione che quella richiesta non verrà portata avanti). E’ inoltre necessario esibire le liberatorie dei finanziamenti già chiusi;
  • Presentarsi con un garante o coobbligato per aumentare la solidità reddituale e stringere i tempi di valutazione della pratica.

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