Contratto di prestito personale senza interessi tra privati? Ecco come fare!

Le difficoltà che si incontrano attualmente nell’ottenere dei prestiti, o che comunque incontrano, indipendentemente dal momento storico, le persone come cattivi pagatori o protestati, stanno rendendo sempre più diffusi i prestiti tra privati.

In questo ambito però va fatta una distinzione tra i prestiti tra privati propri del social lending, che costituiscono una opportunità di guadagno per chi presta, e di ottenimento di fondi per chi riceve il prestito ma che, per definizione e natura, non possono rientrare nella categoria dei prestiti tra privati senza interessi, e quelle nelle forme face to face, ovvero tra partenti e conoscenti, che invece lo sono anche se con alcune eccezioni.

Il prestito tra privati senza interesse è legale?

Viene naturale porsi questa domanda, ma a riguardo non ci sono limitazioni da parte del legislatore, in quanto si tratta di un aspetto previsto anche nel codice civile e in particolare dall’art 1813 del codice civile (articolo che va menzionato nella scrittura privata con la quale si regolarizza dal punto formale il prestito).

Per prima cosa va detto che il fatto che ci si “conosca” non deve precludere la scelta di effettuare il prestito usando degli strumenti come le cambiali o anche una scrittura privata (meglio se con la presenza di almeno due testimoni che vengano menzionati e che firmino la scrittura stessa).

In più nel 2010, con un propria sentenza, la Cassazione ha ribadito la legalità dei contratti o anche semplicemente delle forme di prestiti tra parenti e amici o anche solo conoscenti, purché lo stato possa essere dimostrato.

A riguardo però ci sono alcune eccezioni. La prima è quella che riguarda due coniugi, in quanto il prestito rimane comunque legale, ma il coniuge che effettua il prestito non può pretendere la restituzione della somma prestata, la cui restituzione è a discrezione dell’altro coniuge, per cui in tal caso è invece preclusa la strada dell’impiego della cambiale.

Un’altra eccezione riguarda il caso in cui il prestito venga richiesto, anche a titolo personale, ma per finanziare un’attività di impresa, in quanto si tratta di una somma che comunque dovrebbe essere portata a bilancio, ed è la stessa legge che non ne prevede la possibilità.

Caratteristiche del “contratto”

Inutile dire che al di là della confidenza o fiducia reciproca, la via più corretta e sicura è quella di un contratto per iscritto, sotto forma di scrittura privata, che non necessita comunque di alcuna registrazione, ma che deve essere redatto nel rispetto di tutti i requisiti minimi richiesti per legge (esistono anche moduli prestampati da acquistare nei negozi specializzati), quali la data di stipula, la somma prestata, l’importo e il numero delle rate, e i soggetti coinvolti oltre alla dicitura “contratto di mutuo ex art 1813 c.c.”.

Sono legali le garanzie inserite e attinenti alla tipologia del prestito come il caso di un fideiussore, o la concessione di una garanzia su un proprio bene o anche una clausola di risoluzione per inadempimento.

Per ulteriori informazioni su questo tipo di finanziamento ti consiglio di leggere prestiti tra privati e Prestito senza spese anticipate.

Prestito infruttifero e tassazione: i rischi con il fisco?

Anche nel caso in cui si vada a effettuare un prestito infruttifero (ovvero senza interessi) ad un figlio, ad amici, o anche a soci (in questo caso deve essere a titolo personale, e non rientrare nell’attività svolta dalla società), pur utilizzando come condizione fondamentale una scrittura privata, con data certa, che riporti chiaramente che non ci sono interessi maturati, ma solo la restituzione del capitale, operare in modo limpido è essenziale per non trovarsi in difficoltà con l’Agenzia delle Entrate.

E’ in particolare necessario che il pagamento della somma finanziata sia tracciabile (in via preferenziale andrebbe scelto un bonifico, e nel caso si prediliga questa opzione, si deve compilare lo spazio della causale cosicché riporti esattamente la dicitura che spiega la ragione del movimento di denaro).

Non essendo prevista una remunerazione del capitale, non c’è necessità che il prestito, o le somme via via restituite vengano indicate in dichiarazione dei redditi, ma si deve conservare attentamente tutta la documentazione atta a garantire la ricostruzione dell’operazione nella sua interezza, per giustificarsi qualora i controlli incrociati tra redditometro e spesometro dovessero portare i riflettori del fisco sulla propria situazione.

Infine, bisogna ricordarsi di sottolineare il carattere temporaneo ed eccezionale dell’operazione di finanziamento stesso. Per la determinazione della data certa invece non c’è la necessità di fare la registrazione della scrittura all’Agenzia delle Entrate (che rimane pur sempre una delle alternative).

Guida prestiti tra privati