Troppi debiti da pagare: che fare e a chi rivolgersi

A chi rivolgersi quando si hanno troppi debiti da pagare?

Ci sono delle differenze se i debiti si hanno con Equitalia (vedi anche Come non pagare Equitalia), una banca o una finanziaria?

In poche parole che fare per riuscire a ritrovare un poco di serenità e sistemare la propria situazione finanziaria?

Spesso ci si lascia prendere dall’angoscia e si perde di vista l’obiettivo da raggiungere, e di conseguenza ci si trova davanti a degli ostacoli insormontabili. Vediamo le varie alternative che si hanno a disposizione.

Che fare nel caso di un mutuo o di un finanziamento?

La prima cosa da fare è vedere perché i debiti sono diventati ‘troppi’. Ad esempio se è diminuita la capacità di rimborso, perché uno dei membri della famiglia ha perso il lavoro, è deceduto o si trova in una situazione di invalidità o malattia si può ricorrere alla moratoria sui mutui o sui prestiti. Che cosa comporta? Per un periodo massimo fino a 18 mesi le rate saranno sospese, dando così respiro a chi deve rimborsarle. Ciò non significa che non saranno più dovute, ma semplicemente che verranno messe in coda al piano di rimborso che si prolungherà di un pari periodo.

C’è differenza tra la rata dei mutui e quella dei prestiti relativi al credito al consumo. Per questi ultimi la finanziaria può anche decidere di sospendere per intero la rata (quota capitale più interessi) oppure chiedere solo il pagamento della quota capitale. Se non si rientra in queste ‘ipotesi’ si può cercare di vedere se si riesce ad accedere al ‘prestito della speranza’ (o ad una misura simile), oppure procedere con il sistema previsto dal Piano del consumatore.

Piano del consumatore: condizioni e requisiti per accedervi

Il Piano del Consumatore è nato a seguito dell’approvazione del decreto “Composizione della crisi da sovraindebitamento” che ha strutturato e definito i contorni della modalità attraverso la quale, seguendo una procedura specifica davanti a un giudice, si può ottenere la riduzione dei debiti che vanno effettivamente rimborsati.

Requisiti

Tali debiti dovranno contratti dal consumatore per attività o scopi che non rientrano nell’attività di impresa o professioni. Inoltre devono essere oggettivamente non rimborsabili vista l’attuale situazione del debitore, che al momento di contrarli doveva essere in buona fede.

Tempi e procedura

La durata dell’iter non è preventivabile, ma è certo che non può essere presentata prima che siano trascorsi 5 anni dall’ultima volta in cui ne è stato fatto uso da uno stesso debitore. Per quanto riguarda la procedura si deve raccogliere tutta la documentazione necessaria per permettere al giudice di fare le opportune valutazioni. Va premesso che questa soluzione può riguardare anche i debiti con Equitalia.

Per presentare la domanda di accesso alla riduzione del debito, ci si deve avvalere di un professionista indipendente (avvocato, notaio, commercialista, ecc) oppure messo a disposizione da un’associazione dei consumatori (da valutare il costo della parcella). Il professionista aiuterà nella definizione di un programma di rimborso della parte dei debiti che sono “sostenibili” vista la situazione attuale del debitore.

Il giudice del tribunale competente territorialmente avrà il compito di pronunciarsi sull’ammissibilità della richiesta e sulla fattibilità del piano proposto. Se approvato, il creditore dovrà accontentarsi del debito ridotto.

La Rottamazione Equitalia

Con l’annuncio della rottamazione del “sistema” Equitalia è stato disposto anche un sistema agevolato per il rimborso delle cartelle esattoriali. La domanda di adesione va fatta obbligatoriamente entro il 31 marzo e si ha la possibilità di richiedere che il pagamento degli importi delle cartelle (al netto di sanzioni e interessi) possa essere rateizzato fino a un massimo di 5 rate (rimborso previsto stimato entro 18 mesi delle 5 rate). Anche in questo caso è bene avvalersi dell’assistenza di un commercialista o di un consulente.

Approfondimenti

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