Prestiti dipendenti srl – Guida alla scelta

Prestiti dipendenti srl: quali alternative?

Alcuni tipi di finanziamento possono prevedere delle restrizioni per i dipendenti che lavorano per società piccole, con personalità non giuridica od ancora che svolgono la propria attività in determinati settori. Nel caso specifico dei prestiti ai dipendenti di srl la scelta può risultare generalmente abbastanza ampia, potendo comprendere:

  • prestiti personali non in convenzione (in questo caso è lo stipendio e la solidità reddituale del richiedente che serve per riuscire a ottenere il via libera sulla richiesta di finanziamento);
  • prestiti personali o finalizzati che sono frutto di accordi e convenzioni con la società: si tratta spesso di aziende di grandi dimensioni, mentre per quelle più piccole, anche in caso di convenzioni, difficilmente le condizioni riservate ai dipendenti saranno davvero agevolate rispetto alla media degli altri clienti;
  • cessioni del quinto, se l’azienda ha le caratteristiche necessarie per procedere alla finanziabilità.

I principali limiti e ostacoli che si possono incontrare: la cessione del quinto

Come appena evidenziato i dipendenti, rispetto ai lavoratori autonomi, possono accedere anche alla cessione del quinto. Questo costituisce un discreto vantaggio, soprattutto se si dispone di una situazione creditizia non brillante (per esempio perché in passato è capitato di non essere puntuali nei rimborsi, ecc). La cessione del quinto dello stipendio (o pensione) nasce, infatti, anche per facilitare l’accesso al credito per questa categoria di persone, visto che il rimborso avviene come trattenuta a monte degli emolumenti ricevuti.

come richiedere prestiti per dipendenti srl

Evidenziati i principali vantaggi della cessione ci sono però anche dei limiti stabiliti dalle varie banche e finanziarie, che possono riguardare tra le altre cose proprio le caratteristiche dell’azienda per la quale si lavora.
Quando si tratta di una società srl la maggioranza degli ostacoli viene a cadere, anche se possono rimanere alcuni limiti che riguardano:

  • il numero di dipendenti impiegati (spesso si stabilisce il limite minimo di lavoratori a non meno di 10 o in alcuni casi 15);
  • il settore di interesse (spesso l’attività in alcuni settori non è considerata finanziabile);
  • lo stato di salute dell’azienda;
  • il numero di dipendenti che ha già in corso una cessione del quinto.

Gli altri prestiti personali

Al di fuori della cessione del quinto, le caratteristiche dell’azienda non influiscono sulla fattibilità della richiesta del finanziamento. Se si desidera richiedere un prestito personale (oppure finalizzato all’acquisto di un bene), al di fuori di accordi o convenzioni, bisogna solo accertarsi di possedere i seguenti requisiti necessari:

  • una buona situazione reddituale (il reddito annuale, comprensivo di tredicesima e quattordicesima, quando prevista), nel senso che deve essere giudicata sufficiente a garantire il rimborso delle rate mensili. Si può rafforzare questa condizione inserendo nella pratica un garante o un coobbligato;
  • età anagrafica del richiedente nei limiti previsti dalla banca o dalla finanziaria. A riguardo la legge stabilisce il solo limite minimo, che è rappresentato dal raggiungimento della maggiore età in quanto un debitore legalmente responsabile degli obblighi che derivano dal contratto stesso. Per quanto riguarda l’età massima, le banche e le finanziarie stabiliscono termini diversi: alcune si fermano a 70 anni, altre a 75, 80 e poche arrivano fino a 90 anni. Quando si guarda l’età massima bisogna controllare che cosa viene specificato ovvero se entro tale scadenza deve essere rimborsata l’ultima rata del piano di ammortamento, oppure se riguarda la possibilità di stipulare il contratto (questo secondo aspetto è molto poco frequente);
  • tipologia del contratto lavorativo del quale si è titolari: ci possono essere limiti nel caso di contratti a termine, di tipo atipico o nel caso di part time;
  • merito creditizio: la situazione migliore è quella di un merito creditizio positivo (quindi ci sono state esperienze nel credito e si è stati regolari nei rimborsi). Viene accettata anche quella di un merito neutro (quando non si hanno esperienze pregresse nel credito). Nel caso di merito creditizio negativo bisogna guardare al numero dei ritardi di rimborso o se si tratta proprio di un mancato pagamento di una o più rate.
    Con un rating negativo a ‘punteggio basso’ si può avere la speranza di ottenere un via libera da alcune società finanziarie o banche più tolleranti, mentre negli altri casi si dovrà probabilmente valutare altre opzioni;
  • esposizione debitoria: se non si hanno altre rate in corso si può ottenere un giudizio più positivo rispetto a chi ha già parte dello stipendio o delle entrate impegnate. Oltre una certa soglia di impegni presenti non si otterrà il prestito a meno di aumentare le garanzie offerte.

Approfondimento: Visura Crif.

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Durata, importo e il peso della rata

È sempre sconsigliato impegnarsi in modo eccessivo con il rimborso delle rate, specialmente nel caso dei dipendenti, i quali spesso non hanno neppure prospettive di aumento futuro delle entrate rispetto a quelle attuali (almeno nel breve periodo).

Per quanto riguarda l’importo che si può ottenere, questo è condizionato da vari fattori tra cui i principali sono:

  • la durata massima del finanziamento, che dipende sia dalla politica interna della finanziaria o banca alla quale ci si è rivolti (non c’è un limite valido per tutti, ma ogni Istituto di credito stabilisce questi parametri in modo autonomo), sia dall’età anagrafica del richiedente;
  • il reddito percepito dal richiedente.

Come scegliere al meglio?

Non esiste un’indicazione o una ricetta adatta a tutti. Bisogna obbligatoriamente passare per vari preventivi e valutarli di volta in volta in base all proprie necessità. Alcune società finanziarie possono essere più ben disposte a concedere prestiti a società srl di piccole dimensioni, anche nell’ambito della cessione del quinto. Facendo una ricerca sul web ci siamo imbattuti ad esempio in società come Isicredit, Royalfin e 4credit che dal proprio sito evidenziano questa categoria di dipendenti come destinatari dei propri servizi. Detto questo è sempre essenziale riferirsi direttamente ai vari istituti di credito che potranno compiere una valutazione approfondita dei requisiti personali e dell’azienda per la quale si lavora.

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