Successione, imposte doganali e sulle aziende: 3 modi per non pagare le tasse

Si può non pagare le tasse in Italia legalmente? Molti sono gli aspetti da considerare che variano in funzione delle situazioni interessate, delle condizioni individuali e del fatto che si parli di privati od aziende.

Per quanto riguarda queste ultime il numero di società che trasferiscono la sede legale all’estero è in crescita, e tra le mete più gettonate in Europa c’è l’Inghilterra che usufruisce di una posizione molto particolare, sia per quanto riguarda la Ue e sia per quanto riguarda la tassazione, con aliquote tra le più basse all’interno del vecchio continente.

Prima di scegliere comunque una meta estera o iniziare le procedure per creare una società offshore, bisogna informarsi sul regime di tassazione locale e se esistono degli accordi fiscali, nati per evitare la doppia tassazione (vedi anche Come ottenere un finanziamento per stranieri).

Come non pagare le tasse di successione

Franchigia
Per le tasse di successione bisogna considerare il grado di parentela e il rapporto con il de cuius, le franchigie applicate dalla legge e la presenza di beni immobili. Infatti il coniuge e i figli del de cuius, se non ci sono immobili sono esenti dalle tasse di successione con una franchigia fino ad 1 milione di euro (che sale a 1,5 milioni se l’erede è affetto da grave disabilità).

 

Gli stessi subentrano comunque, anche se in modo fisso, se c’è un immobile nell’asse ereditario (con imposte al 2% per l’imposta ipotecaria e 1% per quella catastale).

Come non pagare le tasse doganali

Le tasse doganali, ed eventuali costi di sdoganamento, interessano solo quei beni che provengono da un Paese extra Ue. In questi casi specifici ci può essere l’esenzione dal pagamento, se ricorrono alcune ipotesi specifiche: la spedizione del bene non deve avere carattere commerciale, ma essere fatta da un privato residente extra Ue ad un privato con residenza in Italia, per un bene il cui valore è entro la franchigia stabilita dall’Agenzia delle dogane.

La franchigia varia a seconda che si tratti di un regalo, fatto tra soggetti quindi privati, o un acquisto di un bene di poco valore. Secondo quanto previsto quindi, si tratta nel primo caso (regalo quindi senza prezzo di acquisto, ma come “valore della spedizione” dichiarato del bene) di una franchigia di 45 euro. Se si vogliono spedire più beni, bisogna controllare quanto sia il valore intrinseco della merce rispetto alle spese di spedizione, ed eventualmente ripartire l’acquisto unico di valore superiore alla franchigia di 45 euro, in due o più spedizioni.

Se si tratta di beni acquistati invece la franchigia è fino a 150 euro (stesso discorso di suddivisione se possibile in differenti spedizioni). In questo secondo caso va considerata l’applicazione del pagamento dell’Iva (che ha una franchigia di soli 22 euro) e le eventuali spese di sdoganamento applicate da Poste italiane.

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