Tempi, modalità e requisti: guida all’atto di precetto

Che cosa è un atto di precetto? Consiste in una notifica che il creditore deve fare obbligatoriamente al debitore sul quale vuole procedere ad esecuzione forzata, per trovare soddisfazione per il credito vantato (il che vale anche se questo è comprovato da cambiale o assegno).

La tempistica prevista dalla normativa stabilisce che dall’avvenuta notifica dell’atto di precetto, devono passare almeno 10 giorni, tempo che viene concesso al debitore perché possa adempiere ai propri obblighi scongiurando l’esecuzione forzata (vedi anche Pignoramento cessione del quinto). Ma anche l’atto di precetto ha una durata limitata, ovvero pari a 90 giorni.

Quindi il creditore, trascorsi i 10 giorni, ha 90 giorni di tempo per iniziare la procedura di pignoramento (vedi anche Registro informaticodei protesti), e se non lo fa entro tale termine, dovrà ricominciare con una nuova notifica di un altro atto di precetto (detto in rinnovazione). Questo viene normalmente redatto dall’avvocato che assiste il creditore, ma che viene poi comunicato tramite gli uffici giudiziari del tribunale territorialmente competente. La notifica avviene al Comune in cui il debitore ha la residenza.

Validità della notifica

Come mezzi sono necessari quelli che hanno data certa (quindi Pec, raccomandata, notifica tramite ufficiale giudiziario). E’ anche fondamentale che nella notifica siano riportati tutti i dati identificativi del creditore, del tipo di credito vantato (riportando tutti i dati ad esempio dell’assegno, cambiale, ecc), gli importi richiesti, con l’aggiunta del calcolo degli interessi, ecc.

Le voci da indicare (e i conseguenti costi o spese da rimborsare) variano anche a seconda che l’atto di precetto sia su decreto ingiuntivo (anche provvisoriamente esecutivo) o sentenza. Esistono vari formulari o moduli che sono utili non tanto ai creditori, che comunque devono avvalersi dell’assistenza di un legale, quanto ai debitori, che hanno la possibilità di confrontare la presenza di quelle voci che possono rendere nullo l’atto oppure comunque valido.

Comunque anche per questi ultimi, è consigliata l’assistenza di un legale rappresentante, sia per la possibilità che il creditore deve offrire al debitore di cercare un accordo (ove possibile per le circostanze e le condizioni), che per procedere all’opposizione all’atto stesso.

Attenzione: un atto di precetto si considera notificato anche “per giacenza” per cui non è saggio cercare semplicemente di ignorarlo, non andando a ritirare l’eventuale raccomandata, privandosi in più della possibilità di potervisi opporre o trovare soluzioni.