Restituzione, funzionamento e possibilità d’impiego: ecco cos’è l’acconto

Nell’ambito dei pagamenti di una buona parte delle prestazioni lavorative, e quando ci si trova davanti alla quasi totalità dei finanziamenti, spesso si deve affrontare un esborso anticipato, rispetto al momento in cui la prestazione (anche nel caso di pagamenti di imposte come l’iva, l’Irpef o l’Imu) o l’acquisto dovranno essere perfezionati: in questi casi si parla quasi sempre di acconto (in inglese down payment).

Il termine acconto può stare ad indicare anche situazioni in cui si riceve una entrata anticipata, come nel caso di alcuni prestiti, primi fra tutti la cessione del quinto dello stipendio o della pensione (vedi anche Cessione del quinto Inpdap). C’è anche un altro tipo di “prestazione” che ha caratteristiche molto simili, ma che fornisce anche garanzie differenti, e cioè la caparra.

In che cosa consiste l’acconto come pagamento?

Per confermare la volontà di voler procedere ad un acquisto o per poter accedere ad un prestito, di norma, viene richiesta dal venditore una somma parziale, che viene chiamata acconto se non svolge anche la funzione di “garanzia” in senso stretto.

In alcuni casi l’acconto deve essere pari a una percentuale prestabilita, o comunque superiore a una determinata soglia (come avviene con i leasing, e moltissimi tipi di prestiti finalizzati), mentre in altri le parti si accordano liberamente tra loro.

Che cosa è l’acconto sui prestiti?

In questi casi si parla di acconto o anticipo (vedi anche Smartphone a rate), in quanto colui che richiede un finanziamento può richiedere che una cifra venga anticipata prima che l’iter di approvazione sia del tutto completato, con conseguente versamento della somma riconosciuta ancora mancante. Ovviamente ci deve essere la certezza che la fase di istruttoria porti all’approvazione della richiesta di prestito, per cui si tratta di una possibilità ristretta solo a quelle situazioni in cui c’è solo un controllo formale, ma senza valutazione di merito creditizio o di altro tipo di valutazione di questo tipo (vedi anche Prestito per neoassunti).

Differenza tra caparra e acconto?

La caparra, molto spesso definita confirmatoria, funziona e ha lo stesso meccanismo dell’acconto, solo che ha una funzione di garanzia diretta. Infatti se la prestazione per al quale è stato versato un acconto non si completa, anche semplicemente perché il richiedente ha cambiato idea, chi doveva ricevere il pagamento deve restituirlo ed eventualmente dimostrare in giudizio di aver subito un danno, chiedendo per vie legali un risarcimento.

Invece la caparra riconosce già, e assolve in modo totale oppure parziale, la funzione di risarcimento, per cui se la prestazione non viene completata, colui che deve effettuare il pagamento non potrà tornarne in possesso.