Scegliere ed utilizzare la Firma digitale: consigli utili

Lo sviluppo dei servizi fruibili via web, con crescenti prospettive anche per quanto riguarda l’ottenimento di certificati pubblici, sanitari, ecc, ha imposto l’introduzione di sistemi che permettessero una identificazione “certa”, sicura e valida ai fini normativi al pari della firma autografa (ma il tutto dematerializzato e digitalizzato). In questa ottica è stata sviluppata la firma digitale, che rientra nell’impiego della crittografia.

Come funziona?

Quando apriamo un conto corrente online, oppure sottoscriviamo un prestito senza la necessità di firma autografa in cartaceo ci si avvale del servizio di firma digitale. In tutti questi casi però non è l’utente ad esserne titolare, ma l’azienda che offre il servizio e che ne permette l’uso. Perché si possa diventare titolari di una firma digitale ci si deve quindi munire di uno specifico “kit” visto che il funzionamento avviene usando il sistema della doppia “chiave” delle quali una è privata (unica e tale da identificare in modo univoco il titolare) mentre l’altra è “pubblica” e serve agli appositi software per leggere i dati della chiave privata così da confermare l’identità del titolare. Per garantire questo tipo di servizi vengono consegnate smartcard, token, o altri meccanismi analoghi, atti comunque a garantire massimi livelli di protezione dei dati da una parte ma certa identificazione dall’altra.

A chi richiederla?

Le Poste, la Camera di Commercio (vedi anche Telemaco ) competente per territorio (utile per usufruire dei servizi della CNS), o società come Aruba, sono tutte possibili e valide alternative.

I servizi proposti possono essere più o meno articolati e arricchiti da surplus accessori per cui ottenere una firma digitale vera e propria in modo gratis non è possibile (fa eccezione solo la smartcard delle camere di commercio ma solo in caso di primo rilascio, poi ci sono costi da pagare a seconda dell’uso). Si può risparmiare scegliendo i pacchetti dotati invece dei servizi essenziali, e facendo comunque attenzione alla durata della validità del servizio sottoscritto.

Esempi

  • Postecert propone: solo smartcard a 25 euro più iva, oppure il kit (che comprende anche il lettore) a 38 euro più Iva per i privati (vedi Prestito Poste Italiane );
  • Anche Aruba parte per la smartcard da 25 euro più Iva ma se si desidera anche il lettore si devono aggiungere altri 15 euro (sempre più Iva). In più rispetto a Poste Italiane propone anche la Firma in Remoto al costo di 36 euro più iva.