Tipologia e nuovi stanziamenti dei principali 5 fondi Ue

Esistono numerosi fondi europei, ma tutti sono riconducibili a 5 grandi fondi, che a loro volta contengono gli stanziamenti destinati a campi considerati particolarmente delicati e di notevole rilevanza, per raggiungere uno degli obiettivi sostenuti dalla Ue: il miglioramento della qualità della vita (a livello, economico, sociale, di sicurezza e buona governance) dei cittadini dei suoi stati membri.

I principali fondi europei

I suddetti cinque fondi Ue sono anche quelli più noti, grazie alla loro collaborazione con i principali enti locali e territoriali operanti in ciascuno Stato membro:

  • il fondo per lo sviluppo regionale ed urbano o FESR (con carattere prevalentemente Regionale per lo stanziamento dei fondi). Nella maggior parte dei casi i fondi stanziati vengono erogati tramite bando dalle varie Regioni (ad esempio Lazio, Sicilia, Puglia, ecc);
  • il fondo dedicato all’inclusione sociale (con ‘sotto fondi’ che possono riguardare i fondi per lo sport, per i giovani, ecc);
  • il fondo destinato alle zone con minore sviluppo economico;
  • il fondo per lo sviluppo rurale e agricolo (con i finanziamenti a loro volta provenienti dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e da risorse nazionali/regionali o private);
  • il fondo per la pesca e gli affari marittimi (ex Fep divenuto Feamp).

C’è un altro fondo che ha carattere straordinario, ma rimane tra quelli con dotazione permanente: il fondo di “solidarietà” della Ue, che stanzia fondi per far fronte a calamità naturali, in funzione delle necessità via via rilevate.

All’ incirca i tre quarti dei finanziamenti stanziati dalla Ue passa attraverso questi fondi.

I fondi europei per il periodo programmatico 2014-2020

Tra le principali novità troviamo l’elevato stanziamento destinato alla ricerca, pari ad 80 miliardi di euro. In aumento anche lo stanziamento per il FESR e quello del Fes, con una dotazione di 80 miliardi di euro (con priorità soprattutto all’occupazione per i giovani). Il fondo per le zone con minore tasso di sviluppo sarà destinato (con oltre 60 miliardi di euro) a: Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria”.

Tra i fondi minori sono soprattutto quelli volti al microcredito ed al sostegno delle piccole e medie imprese ad ottenere stanziamenti comunque sostanziosi, mentre sull’agricoltura e politica marittima la maggior parte dei fondi sono stanziati per consentire l’adeguamento ai nuovi regolamenti, molti dei quali sono entrati in vigore proprio a partire dal 1 gennaio di quest’anno.

Tra i fondi europei segnaliamo il FEG, acronimo di Fondo Europeo di adeguamento alla globalizzazione.