Prescrizione breve: casi particolari

I termini della prescrizione sono disposti dalle leggi e non possono essere modificati dalla libera volontà delle parti (quindi non possono essere stabilite prescrizioni più brevi e né si può rinunciare alla prescrizione stessa). In generale vale il principio, anche nel caso dei crediti, della prescrizione di 10 anni, ma la normativa è stata particolarmente capillare, stabilendo a seconda delle varie situazioni dei termini differenti e di più breve durata.

Comunque vale per tutti il medesimo principio: se durante il periodo in cui si può esercitare il diritto al tipo di prestazione legata al credito vantato, non si compiono le azioni necessarie per ottenere l’interruzione o la sospensione della prescrizione, una volta giunta al termine si perde definitivamente qualsiasi diritto.

Importante!

Sono da valutare in particolare le azioni di interruzione a causa delle quali la prescrizione riprenderà a decorrere da capo, dal momento dell’azione stessa in cui è stata disposta.

Esempi dei tempi di prescrizione dei crediti

Come accennato il termine è spesso indicato in 10 anni, tranne i casi in cui è stata disposta la prescrizione breve dal legislatore, che può essere di 5 anni, di 3 anni, 1 anno e per pochissimi casi di 6 mesi. Nel caso dei “crediti”, ad esempio, la schiera più folta di prescrizioni ha durata di 5 anni, e ivi sono compresi ad esempio:

  • crediti commerciali;
  • le indennità di fine lavoro;
  • le spese condominiali;
  • le rate dei mutui e i pagamenti dei bollettini;le utenze domestiche;
  • dichiarazione dei redditi o Iva o assimilati;
  • i pagamenti degli affitti;
  • la prescrizione dei debiti previdenziali Inps (vedi anche Prestito a pensionati).

Hanno invece una prescrizione di 3 anni, i crediti professionali e dei notai, ed il bollo auto (a riguardo in alcune regioni bisogna però fare attenzione perché ci sono eccezioni).

Si riducono ad un solo anno di prescrizione:

  • i diritti vantati dai mediatori per il pagamento della provvigione ad essi spettante;
  • i diritti dei commercianti per la vendita delle merci e dei farmacisti per il pagamento dei medicinali, e situazioni assimilate;
  • il pagamento di rette scolastiche abbonamenti a palestre centri sportivi, ecc.

Si riduce a soli 6 mesi, per il settore alberghiero (vedi anche Finanziamenti ristorante), il termine per il pagamento delle prestazioni effettuate nell’esercizio dell’attività ricettizia.

Approfondimenti

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