Debiti e crediti inps: in quanto tempo si prescrivono

Quando si tratta dei debiti e dei crediti legati all’Inps, i tempi della prescrizione diventano molto articolati. Per prima cosa bisogna fare una netta distinzione tra il caso in cui si tratti di prescrizione di crediti (come la liquidazione della pensione) o di debiti Inps.

Infatti nel caso dei crediti vantati dai potenziali o riconosciuti pensionati, valgono sia il tempo di 10 anni che quello di 5: la prescrizione decennale si ha per avanzare tutte le richieste di liquidazione, ricongiunzione, ecc, mentre quello breve di 5 anni vale nel caso di assegni di pensione (o simili) già liquidate e quindi che sono state messe in pagamento (vedi anche Prestiti per pensionati).

La situazione diventa invece più lineare nel caso dei debiti Inps indipendentemente dalla loro origine (ovvero se riferiti a commercianti o autonomi, oppure rappresentanti e agenti per la gestione separata, ecc).

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Prescrizione breve per i debiti previdenziali

A partire dal 1996 la prescrizione di 5 anni è stata introdotta per tutti i tipi di contributi previdenziali, ed anche per quelli assistenziali dotati di obbligatorietà. Il sistema con cui procede l’Inps normalmente prevede prima l’invio di un avviso di mancato pagamento di tipo bonario, e successivamente provvede con l’iscrizione a ruolo e conseguente comunicazione alla società di riscossione ed arrivo di una cartella esattoriale Equitalia.

In ogni caso dal 2004 sono stati stabiliti dei termini molto chiari anche per l’adempimento degli obblighi collegati all’iscrizione a ruolo (che dal 2005 deve essere notificata entro 12 mesi che decorrono da quello successivo a quello in cui c’è stata la consegna del ruolo stesso). Se non vengono rispettati tali termini si ha quindi la decadenza, per l’Inps, del diritto alla riscossione dei crediti vantati.

Prescrizione anche di ufficio: l’eccezione dei debiti inps e previdenziali

Normalmente vale il principio che la prescrizione non può essere rilevata ‘di ufficio’ da un giudice chiamato ad esprimersi, ma nel caso dei debiti inps il discorso non vale, secondo quanto è emerso da una sentenza della Cassazione.

Questa non è tra l’altro la sola eccezione, in quanto anche per il pagamento dei debiti ormai oltre i termini di prescrizione, vale una regola diversa da quella usuale (che per tutti gli altri casi non prevede il diritto alla restituzione).

Quindi se si paga una multa prescritta, ad esempio, i soldi non si recuperano, ma se si pagano i debiti previdenziali prescritti si può esercitare il diritto alla restituzione.

Approfondimenti

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