Recedere da un finanziamento: come annullare un prestito?

Ogni contratto deve offrire la possibilità di recedere, alcune volte senza limitazioni temporali, mentre in altri casi entro un congruo intervallo. I contratti di finanziamento rientrano nella prima categoria, anche se la tempistica entro la quale si esercita il diritto stesso ha un impatto notevolmente differente sulla sfera economica personale.

Quando esercitare il diritto di recesso?

Esistono sostanzialmente due momenti in cui è possibile procedere al recesso da un prestito ed in particolare:

  • il diritto di recesso che viene esercitato entro i 14 giorni che decorrono dalla conclusione del contratto (ovvero dal momento in cui la banca eroga il finanziamento);
  • il diritto di recesso che viene esercitato dopo tale data ma entro i 30 giorni dalla conclusione del contratto.

Dopo tali scadenze non si parla più di diritto di recesso vero e proprio, che è collegato all’esercizio della clausola di ripensamento, ma di estinzione anticipata del prestito.

Cosa cambia in caso di recesso o estinzione anticipata del prestito?

L’aspetto che accomuna tutte e tre le ipotesi (ovvero prima dei 14 giorni, dopo ma entro i 30 giorni o successivamente) sta nel fatto che il finanziato non è tenuto a dare spiegazioni sulla ragione per la quale ha deciso di rinunciare al finanziamento, recedendo oppure estinguendolo con anticipo.

Inoltre, lo stesso, dovrà sempre provvedere all’adempimento delle modalità formali indicate nel contratto stesso. Le principali differenze invece riguardano l’impatto economico del diritto di disdire il finanziamento.

Le tre casistiche di recesso nel particolare

In caso di recesso entro i 14 giorni successivi alla conclusione del contratto il finanziato dovrà restituire per intero la somma erogata, ma non è tenuto al pagamento di alcuna somma ‘accessoria’ (come spese di istruttoria o penali) e né di interessi. Per esercitare il diritto generalmente basta darne comunicazione tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, ma alcuni contratti possono prevedere dei formalismi in più.

Se invece il diritto di recesso viene esercitato entro 30 giorni dalla conclusione del contratto ma dopo i 14 giorni, il finanziato dovrà restituire anche una parte di interessi maturati e dovrà farsi carico delle spese sostenute dalla banca (spese di istruttoria, imposte di bollo, ecc) ma non dell’eventuale penale di estinzione anticipata, ove prevista.

In entrambi i casi dovrà comunicare alla banca la volontà di voler recede e restituire le somme erogate più le eventuali spese ed interessi (solo nel secondo caso). Nel caso in cui superassero i 30 giorni di tempo, il finanziato dovrà invece seguire la procedura di estinzione anticipata, quindi richiedere i conteggi di estinzione e pagare per intero la somma riportata nei conteggi, che sarà comprensiva anche dell’eventuale penale di estinzione anticipata (o/e altri oneri) previsti dal contratto.