Meglio un mutuo od un prestito? Guida alle principali differenze

Il codice civile definisce in modo chiaro ciò che si intende per “prestito” come lo scambio di un bene, così come specificato nel contratto, che ad una determinata scadenza va restituito in modo uguale oppure maggiore.

Quindi i prestiti possono essere sia fruttiferi che infruttiferi mentre il mutuo è generalmente di tipo fruttifero. Ma questa non è la principale differenza che esiste tra mutuo e prestito bancario e non, essendo entrambe le formule possibili anche tra privati.

Le imposte e le agevolazioni fiscali

A fare la differenza più grande è proprio la parte legata ai costi collegati alla concessione dei un mutuo o di un prestito, sia per quanto riguarda la fase preliminare (legata alle spese di istruttoria), che quella del pagamento dell’imposta dovuta proprio al momento dell’erogazione.

Da questo punto di vista va subito specificato che con la definizione di mutuo si intende un finanziamento di almeno medio periodo, quindi con una durata che parte dai 5 anni di ammortamento. In questo modo ci si mette automaticamente al sicuro dal rischio di dover sostenere un’imposta più elevata rispetto a quella sostitutiva, che nel caso della prima casa è pari allo 0,25% (altrimenti si sale al 2% applicato al valore dell’importo nominale erogato). Con un prestito invece bisogna sincerarsi che la durata del piano di rimborso sia almeno pari a 18 mensilità.

Un altro aspetto è dato dal tipo di garanzie, e dal fatto che il mutuo, anche quello di liquidità, rientra nella famiglia di quelli “garantiti” (e normalmente si parla di un finanziamento finalizzato). Invece la famiglia dei prestiti è molto più ampia comprendendo anche quelli senza giustificazione, che sono classificati con il termine “personale”.

Tuttavia se si ha l’idea di optare per un prestito, piuttosto che per un mutuo, per l’acquisto di un immobile che gode delle agevolazioni fiscali, come nel caso della ristrutturazione o dell’acquisto della prima casa, allora ci si deve rinunciare definitivamente il che, in un lungo periodo, costituisce un danno economico notevole (vedi anche Finanziamenti agevolati per ristrutturare casa).

Tassi di interesse ed ammortamento

I tassi di interesse sui mutui fondiari e ipotecari sono più bassi rispetto a quelli applicati al prestito, di qualsiasi tipologia, il che costituisce un altro ottimo deterrente. Ma a questo si aggiunge anche il fatto che la durata di un prestito non supera i 10 anni, mentre per il mutuo si può arrivare senza problemi a 30 anni, e con la stipula di particolari polizze o nel rispetto di condizioni specifiche si può andare addirittura oltre.

Tralasciando la convenienza dell’effetto che la lunga durata ha, a causa degli interessi composti, sull’esborso finale, rimane sempre vivo il fatto che una rata eccessivamente elevata, perché compattata in una durata minore, finisce con il rischiare una percentuale di bocciatura della pratica notevolmente superiore a quella di un miglior rapporto rata reddito legata a un mutuo.