Hai bisogno di soldi: 5 consigli salvavita

Il prestito bancario molto spesso tradisce il suo ruolo proprio nel momento di maggior bisogno, e nei confronti di chi ne ha necessità urgentemente. A molti è capitato di andare in banca, magari rivolgersi al direttore dicendo chiaramente “Ho bisogno di soldi, aiutatemi”, per sentirsi rispondere che la banca ‘senza garanzie’ ha le mani legate dovendosi attenere alle linee guida date dai vertici aziendali, che si traducono in vere e proprie politiche di credito.

Una politica restrittiva che in alcuni casi può costringere a rivolgersi a persone sbagliate, come nel caso degli usurai, oppure a cercare aiuto sul web, tappezzato sempre di più da richieste del tipo: “Chi mi può aiutare?” oppure “Come posso fare?“(vedi anche Come fare soldi ). Una soluzione solo apparentemente semplice e che espone a notevoli rischi visto l’impossibilità di conoscere realmente le intenzioni di chi chiede e chi si offre di aiutare. Detto ciò ecco alcuni suggerimenti che possono aprire la strada alla speranza e ad una soluzione più o meno ottimale, fermo restando che si deve anche vedere quale è la ragione per cui nasce la subitanea necessità di ottenere della liquidità aggiuntiva.

Se è per eventi molto sfortunati, come il decesso di un dei portatori di reddito, o in casi meno estremi ma comunque gravi come infortuna di una certa entità, esistono delle moratorie o delle agevolazioni che permettono di sospendere una serie di pagamenti in corso, per un determinato orizzonte temporale.

  1. Prestito tra familiari

    Nelle situazioni di difficoltà il pudore va messo da parte e per la serenità di tutti basta compilare un contratto sotto forma di scrittura privata, che definisca bene le condizioni dell’accordo. Ciò vale anche nel caso in cui chi presta scelga di fare una donazione, ovvero senza restituzione delle somme. La questione, oltre a garantire una maggiore chiarezza e tutela, ha anche delle importanti ragioni di natura fiscale.

  2. Prestito sociale

    Informarsi presso la Regione se è ancora disponibile il plafond per il prestito sociale, che rientra nel microcredito e che permette di ottenere somme fino a 10 mila euro. Ci sono spesso degli uffici che sono in grado di dare questo tipo di informazioni anche a livello comunale, soprattutto nei grandi Comuni, oppure si può tentare di vedere se ci sono informazioni on line.

  3. L’assistenza parrocchiale e degli enti religiosi

    Rivolgersi alla propria parrocchia per chiedere informazioni sui presupposti per ottenere il prestito della speranza (vedi Prestito Caritas): funziona come il microcredito, prevede somme fino a 6 mila euro per i privati e 25 mila euro per le imprese, e si attiva partendo con la richiesta dall’ufficio diocesano. Se si ha una parrocchia non molto attiva, si può andare in un’altra purché si abbiano contatti con persone che sono presenti a livello territoriale.

  4. Fondi e fondazioni antiusura

    Nei momenti di seria difficoltà è possibile riferirsi alle associazioni antiusura, per informarsi sulle modalità di accesso all’apposito fondo, che va incontro non solo a coloro che sono vittime di usurai e strozzini, ma anche coloro che si trovano in uno stato di sovraindebitamento. Ci si può rivolgere anche presso i grandi commissariati, che hanno contatti con le associazioni che offrono questo genere di aiuti.

  5. Associazioni dei consumatori

    E’ altresì possibile chiedere ad un’associazione dei consumatori di intercedere e offrire assistenza per accedere al già citato fondo di prevenzione sull’usura. Ad esempio si può contattare l’Adiconsum che è una delle più attive ed ha sedi in tutta Italia.

Considerate queste alternative rimane da sé che la scelta meno saggia e meno sicura, anche se può sembrare la più “facile” e immediata, è quella di rivolgersi a degli estranei che si propongono online. Dietro a queste “generose” offerte di nascondono molto spesso delle rischiosissime truffe.

Se poi la difficoltà è dettata da una richiesta di rimborso da parte di una banca, quando non si hanno più le possibilità di pagare i propri debiti, si può tentare la via delle organizzazioni che si occupano della gestione di situazioni di questo tipo, come ad esempio Difesa dei consumatori.

Fido bancario: la soluzione più facile?

Dopo aver affrontato questi “suggerimenti” per evitare di ritrovarsi in una brutta o pessima situazione, non si può non ribadire che la possibilità di ottenere subito la cifra di cui si ha bisogno va a cozzare con la realtà tranne in alcuni casi dove, se possibile, si deve agire in anticipo. In quest’ottica una risorsa fondamentale, per ottenere una sorta di serbatoio di liquidità da utilizzare solo all’occorrenza, è rappresentata dal fido.

Qui i problemi per il suo utilizzo possono essere legati:

  • al tipo di conto corrente che è stato aperto, che non prevede la possibilità di poter aprire il fido;
  • dalla Banca che per questioni di politica aziendale non offre fidi alla clientela privata;
  • dalla mancanza delle necessarie condizioni per poter ottenere il fido (in molti casi è sufficiente l’accredito dello stipendio).

Di contro possono esserci delle soluzioni per ciascuna condizione, ma quali sono?

  • Ipotesi 1: il conto corrente di cui si è titolari non permette di ottenere un fido (può succedere anche nel caso di conto corrente a firma congiunta). Per ovviare a questa difficoltà si dovrebbe aprire al massimo un conto corrente cointestato a firma disgiunta oppure si deve scegliere un altro conto che permette l’apertura del fido. Nel caso di più opzioni scegliere quelli con pochi e costi e chiari (ad esempio Ing Direct ha utilizzato una politica molto attenta in questo senso) ;
  • ipotesi 2: la propria banca non ha conti adatti allo scopo. Rimanere in una situazione potenzialmente pericolosa davanti a degli imprevisti, dovrebbe spingere a cambiare immediatamente scelta. E’ meglio non negoziare ma guardare direttamente altrove, per non ritrovarsi con una serie di prodotti collegati, difficili da combinare proprio quando più servirebbe;
  • ipotesi 3: non si hanno i requisiti che con quella banca permettono di ottenere un fido. Chiedere quali sono le garanzie aggiuntive eventualmente previste, e se la risposta non è soddisfacente ci si può spostare facilmente altrove, anche grazie ai nuovi servizi tipo trasloco “banca”. Questi servizi sono ora disponibili anche per i prestiti verso condizioni più vantaggiose, come nel caso ad esempio del Trasloco Avvera di Credem che rimborsa fino a 1200 euro.

Se poi non si ha alcuna garanzia accettabile per ottenere un fido, si può vedere se si hanno le condizioni di fare un prestito su pegno oppure tenere sempre dentro ad un cassetto una carta revolving da usare in caso di necessità con la funzione di anticipo contante.

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Difendere i consumatori da pratiche di commercio scorrette e truffe
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