Come accedere alla sanatoria Equitalia?

Pagare o non pagare Equitalia? Negli ultimi anni sono intervenute numerose sentenze sulle cartelle di Equitalia, il che ha cambiato un po gli equilibri tra i debitori chiamati ad effettuare i pagamenti e la società di riscossione dei tributi (vedi anche Come aprire un fido bancario). Sentenze che, insieme ad alcune sanatorie nel frattempo sopraggiunte, hanno dato ai debitori la possibilità di opporsi in tutto o in parte al pagamento degli interessi, oppure all’esenzione dal pagamento di alcune multe.

Accertarsi della regolarità delle cartelle

Non si tratta del caso estremo delle “cartelle pazze”, ma di debiti regolari ed esistenti, per i quali però le procedure adottate da Equitalia, come per il calcolo degli interessi, o l’indicazione di altre voci, non sono state complete o chiare. In questi casi ci si può opporre al pagamento delle cartelle, anche se per evitare di commettere errori bisogna affidarsi ad un bravo fiscalista, perché fare un piccolo passo falso può estromettere dalla possibilità di poter usufruire di una sanatoria o di rientrare nelle ipotesi di ‘non obbligo a pagare’.

Quest’ultima ipotesi si ha in due casi specifici, che hanno in comune il giudizio di illegittimità della cartella o degli interessi:

  • cartella non trasparente, che non riporta le modalità di calcolo degli interessi;
  • cartella non completa in tutte le sue componenti.

Le sanatorie ed i condoni

Attenzione
Nell’inizio del 2015 è partito un condono “automatico”, che prevede la cancellazione di tutti quei debiti, per i quali ci sono delle cartelle esattoriali in corso, sui quali equitalia non è ancora riuscita ad ottenere il pagamento di quanto contenuto, per importi inferiori a 300 euro.

 

I debiti devono essere contratti dal 2000 in poi, anche se antecedenti al 2012, calcolando i 3 anni che restano alla società di riscossione per ottenere il pagamento delle multe e dei relativi interessi maturati. In questi casi non bisogna fare nulla, secondo quanto disposto dal mini condono. Per la somma massima di 300 euro, la legge che ha introdotto la possibilità di sanatoria, specifica anche che la stessa deve riferirsi a cartella esattoriale, quindi non a contribuente :il che implica che un debitore possa avere due cartelle da 250 euro e rientravi, mentre uno che ha una sola cartella di 310 euro non ci possa rientrare (vedi anche Come ottenere una cessione del quinto urgente).

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