Preventivo prestito Inps ex Inpdap: cos’è e come calcolarlo

I vantaggi che caratterizzano le varie tipologie di finanziamento erogato dall’Inps ex Inpdap, dal piccolo prestito a quello pluriennale, non coinvolgono in modo diretto il calcolo del preventivo.

Tuttavia online si può accedere al servizio calcolo rata, che pur non essendo costituito da un tool di calcolo (come proposto dalle finanziarie e banche per i propri finanziamenti) può consentire di avere un’idea chiara e precisa sull’importo della rata che si dovrà pagare, in funzione del tipo di prestito (quindi del tasso), dell’importo, della durata del piano di ammortamento ed ovviamente anche dell’età del richiedente.

Questi ultimi aspetti a causa della presenza di un contributo ‘aggiuntivo’ che viene definito di “rischio” la cui entità, che si somma a quella del tasso di interesse di base, è variabile in funzione dalla durata finanziamento ed appunto dall’età del richiedente. Nel particolare, per ottenere una ‘sorta’ di preventivo prestito Inpdap, ci si deve riferire all’apposito prontuario (disponibile anche online) che viene utilizzato dalle stesse amministrazioni locali per poter fare i calcoli relativi al rapporto tra la rata da pagare in funzione dell’importo richiesto (e secondo che si tratti di un piccolo prestito, oppure pluriennale a 5 o 10 anni).

Come ottenere il calcolo del preventivo, tramite il prontuario

Il prontuario è stato fatto in modo tabellare, così da permettere a chiunque l’individuazione del coefficiente da impiegare per poter effettuare i calcoli non solo prima di ottenere un finanziamento (vedi anche Ho bisogno di soldi), ma anche successivamente per calcolare il debito residuo da restituire, se ad esempio si volesse procedere con una estinzione anticipata.

Nell’uso dei coefficienti, per qualsiasi tipo di prestito, si deve solo individuare quello attinente per età, tipologia di prestiti e poi moltiplicarlo per la rata e per il numero di rate residue. Se invece ancora non è stato richiesto il prestito, allora bisogna andare sulle tabelle che riportano l’importo della rata per ciascun importo (sempre con differenze a seconda del tipo di prestito, durata ed età del richiedente). La sola variabile la si può avere nel caso in cui non venga richiesto un importo perfettamente uguale a quello riportato nella tabella, e nel caso in cui si debba calcolare l’effetto del differimento degli interessi, rispetto alla data di riferimento della tabella stessa.

Esempi

  • Caso 1: non c’è bisogno di fare ulteriori valutazioni, perché non ci sono differenze né di importo e né di giorni di differimento (che avviene il 15 del mese, come da tabelle). Ad esempio per 21.300 euro richiesti con ammortamento a 10 anni, la rata sarà di 210 euro circa, mentre il capitale effettivamente rogato sarà di 20.616,46 euro (vedi anche Prestito liquidità).
  • Caso 2: importo giusto, ma ci sono da calcolare gli interessi di differimento. La rata non cambia ma con 47 giorni di differimento, si abbassa leggermente il capitale netto ottenuto, che scende a 20.612,41. Per calcolare i giorni di differimento bisogna considerare che i mesi sono tutti per convenzione di 30 giorni. I conti vengono fatti calcolando i giorni reali di differimento, moltiplicati per il coefficiente riportato in tabella.
  • Caso 3: l’importo richiesto non è riportato in tabella, il calcolo in questo caso è più lungo, ma si può avere un’idea vedendo il valore della rata dell’importo più vicino a quello di interesse, sia per la fascia più alta che più bassa (ovvero immediatamente prima e immediatamente dopo rispetto alla tabella della durata e tipologia di prestito cercato).

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