La storia del crowdfunding: il prestito tra privati di Zopa

La piattaforma che ha lanciato, tra le prime, il social lending in Europa e in Italia è stata Zopa, aprendo così la strada della negoziazione delle condizioni dei prestiti tra privati, ma soprattutto rafforzandone l’uso come alternativa a quelli bancari e postali. Zopa Italia ha avuto durata breve nel nostro Paese a causo dello stop imposto dalla Banca di Italia, continuando ad essere una delle più grandi piattaforme a livello mondiale. Infatti ad oggi opera nel Regno Unito (vedi anche Prestiti in Svizzera ), sua patria di origine, di lancio e di sviluppo, mentre per le destinazioni extra UK è stata preferita la via della creazione di alternative con nome differente, come nel caso dell’Italia, dove la sua ‘ripresentazione’ è avvenuta tramite Smartika.

Le caratteristiche principali

Nonostante la forza e la libertà di accessibilità offerta dal web, le differenti leggi che disciplinano la raccolta di liquidità, e le finalità a cui essa è subordinata, possono essere un ostacolo all’adesione a piattaforme di social lending straniere. Per Zopa, ad esempio, la possibilità di registrazione sia come finanziatore che come finanziato, è riservata esclusivamente ai residenti nel Regno Unito.

Recentemente sono state introdotte delle modifiche interne, soprattutto sull’aspetto commissionale: prima del 6 aprile 2015, ad esempio, i finanziatori dovevano pagare una commissione fissa dell’1% sull’importo finanziato complessivamente, ma da questa data è stata tolta. Sono rimaste invece commissioni legate a specifici servizi. Inoltre, per il 2016 e il 2017 ci sarà il trattamento fiscale agevolato previsto per i conti deposito ISA (seguendone perciò le stesse regole), il che renderà l’aspetto remunerativo ancora più interessante (ferme restando le limitazioni dovute alla residenza).

Quali le differenze con Smartika?

Nonostante l’arrivo di questa piattaforma rappresenti sostanzialmente il ritorno di Zopa in Italia, per Smartika sono state decise delle strategie differenti, anche per quanto riguarda i progetti finanziabili, le valutazioni sul rating dei richiedenti, l’applicazione di commissioni, ecc. Molte di queste condizioni e diversificazioni sono state condizionate dalla necessità di allinearsi a quanto è stato deciso dalla Banca di Italia, al fine di ottenere l’autorizzazione e quindi il suo mantenimento, per poter operare, e quindi scongiurare il rischio di ritrovarsi nuovamente cancellati dall’apposito elenco degli intermediari.

Altri articoli: Reddito di cittadinanza in Italia

Guida