Ottenere un prestito con documenti falsi: perché non farlo!

Un fenomeno in crescita, in buona parte dettato dal bisogno e dalla disperazione (soprattutto per non rivolgersi ad usurai e strozzini quando le banche e le finanziarie hanno chiuso le porte in faccia), è quello della presentazione di documenti reddituali e anagrafici falsi per ottenere prestiti personali, ed in alcuni casi anche finalizzati. Ma se si tenta di ottenere un prestito con busta paga falsa, che cosa si rischia?

Le possibili conseguenze

E’innanzitutto da sottolineare come le banche e le finanziarie difficilmente si lascino facilmente scappare approvazioni di finanziamenti richiesti con documenti non regolari. Una delle ragioni che è alla base della richiesta del cud, oltre che del cedolino della busta paga o della pensione è proprio dovuto ad un maggior controllo, ottenibile tramite l’incrocio con i dati fiscali.

Se poi si riesce nell’intento truffaldino e si viene, in seguito, giustamente scoperti, non solo si è obbligati a rimborsare il prestito che è valido, in quanto l’istituto di credito è stato tratto in inganno (differente è il discorso se la banca ha erogato un finanziamento in modo non regolare o viziato, per cui si potrebbe far valere la nullità del contratto), ma si va incontro a una denuncia per truffa o truffa aggravata, a seconda del livello di falsificazione operato sui documenti presentati (una busta paga del tutto inesistente, riferita a una società esistente ma per la quale non si ha alcun rapporto, modifiche sul reddito percepito, ecc).

Un ulteriore problema è rappresentato dal fatto che, pur ottenendo in maniera illegale il finanziamento richiesto, nella maggior parte dei casi si finisce con il non riuscire a pagare la somma prestata, per cui inevitabilmente la banca o la finanziaria (con possibile ulteriore intervento di un’agenzia di recupero crediti) procederà a fare delle indagini più approfondite, e da qui la truffa è destinata a venire fuori.

Quali alternative?

Insomma ritrovarsi indebitati, con l’aggravante di interessi di mora ed eventuali sanzioni, ed in più una condanna per truffa non giustificano una scelta del genere. Si possono tentare vie diverse, che possono riguardare il prestito della speranza (vdi Prestito Caritas), pensato proprio per chi è in serie difficoltà, oppure il prestito con pegno, che male che vada priva il richiedente di un oggetto di valore, ma che non comporta alcun altro tipo di problema qualora non venisse rimborsata la somma prestata. Se si ha un immobile, e si è superata la sessantina c’è anche la via del prestito ipotecario.

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