Donazione o prestito infruttifero: caratteristiche e differenze

Quello che viene denominato prestito infruttifero, nella prassi costituisce una forma di “aiuto” molto usata tra amici, parenti e soci (nel caso delle srl ci sono però delle eccezioni). Infatti quando si “presta” una somma a una persona, che dovrà restituire solo la cifra prestata senza l’aggiunta di interessi (vedi anche Finanziamento a tasso zero), si ha di fatto sempre un prestito infruttifero che, di per sé non richiederebbe particolari formalità, ma che non va effettuato in modo “occulto” per evitare di avere problemi con il Fisco (vedi anche Cartella esattoriale).

Prestito senza interessi o regalia?

In pratica le due ipotesi non sono effettivamente delle alternative in contrapposizione tra loro, e non potrebbero nemmeno essere messe sullo stesso piano. Il prestito infruttifero è infatti una forma di finanziamento tra privati che non porta a una remunerazione (e praticamente ad alcun vantaggio economico da parte del prestatore), invece la donazione conduce alla disciplina specifica e costituisce una regalia, quindi non è prevista alcuna restituzione.

In entrambi i casi, anche se la legge però non lo richiede, è bene tenerne traccia tramite una scrittura privata e l’impiego di forme tracciabili per il versamento delle eventuali rate di importi restituiti. Queste formalità infatti servono per poter dare spiegazioni all’Agenzia delle Entrate qualora scattassero dei controlli approfonditi.

Ma attenzione: è necessario che la scrittura privata abbia data certa oppure, in alternativa, ci si può mettere al sicuro registrando il contratto di prestito infruttifero presso l’Agenzia stessa. Ovviamente, non essendoci un “guadagno”, per l’assenza di interessi, non ci sarà alcuna imposizione fiscale. Nel caso della donazione può essere utile consultarsi anche con un notaio, viste invece le implicazioni che possono esserci in caso di decesso del donante.

I finanziamenti tra “soci”

Qui la materia diventa un po più complessa. Infatti, specialmente quando si tratta di società che hanno continue o sistematiche perdite economiche, il prestito infruttifero tra soci diventa particolarmente sospetto, vista la situazione di sofferenza delle casse.

In questi casi è richiesta anche la dimostrazione della sussistenza della ragione “economica” in base alla quale il prestito viene comunque concesso. Se ciò non dovesse avvenire allora, secondo una sentenza della cassazione del 2014, si può desumere un comportamento di tipo “elusivo”.

Guida prestiti tra privati