Aprire un allevamento di lumache: quali fondi e finanziamenti?

In grande sviluppo, l’elicicoltura, ovvero l’allevamento delle lumache, nella prossima trance di finanziamenti europei (che abbraccia il periodo che va dal 2014 fino al 2020, e quindi con i primi bandi a partire dalla seconda metà del 2015) avrà un ruolo molto importante, pur rimanendo in seno agli aiuti di tipo agricolo.

Sono ipotizzati nel quadro programmatico soprattutto finanziamenti a fondo perduto, quindi con soglie di finanziabilità che arriveranno al 60% o al massimo 70% nelle regioni più ben disposte. A riguardo va anche detto che alcune Regioni, soprattutto quelle nelle quali il legame dell’economia è molto forte con la terra (come quelle del mezzogiorno, Calabria e Sicilia su tutte), si presenteranno più attive anche grazie a maggiori fondi ottenuti per cercare di superare l’empasse della disoccupazione oramai a livelli inaccettabili.

Altre, come il Veneto hanno intanto scelto la strada della definizione di una legge specifica, facendo una sorta di separazione più netta tra questa attività emergente e le altre attività agricole.

A chi rivolgersi?

Coldiretti dovrebbe essere in grado di offrire indicazioni precise ed il relativo orientamento, ma può capitare che il livello di informazione a livello territoriale non sia dei migliori, per cui è possibile informarsi a livello nazionale, visto che periodicamente vengono organizzati convegni e corsi di formazione.

Si possono anche avere contatti per chiedere informazioni sulle leggi nazionali che prevedono le varie forme di agevolazioni per coloro che rientrano tra i giovani agricoltori, i casi di esclusione, e come sfruttare al meglio i fondi disponibili.

Per ottenere finanziamenti sempre destinati al settore agricolo (molto spesso non specifici, ma comunque utilizzabili perché rivolti al settore agricolo nel suo complesso) ci si può riferire ai Confidi.

L’iter è sicuramente più breve rispetto a quelli europei, che invece vengono stanziati tramite i bandi della propria regione di appartenenza e/o residenza.

Fondi regionali ed europei

Entrambi devono passare in primis per la delibera della giunta regionale, poi attraverso la pubblicazione del bando. A questo punto sarà prevista la presentazione delle domande secondo le modalità e le indicazioni contenute nel bando stesso.

Quindi non c’è uniformità, ma ogni regione sceglie in autonomia, anche sulle percentuali e i tipi di spese che saranno finanziabili. Per questa ragione si deve essere costantemente aggiornati (spesso basta andare sul sito della propria amministrazione locale e vedere se sono partiti i nuovi bandi).

Qualche aiuto giunge infine dalle banche, come nel caso di Unicredit che estende l’impiego del mutuo agevolato per le aziende siciliane anche all’elicicoltura.

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