Prestiti dipendenti Ilva – Come ottenere un finanziamento?

I dipendenti del settore pubblico hanno un indiscusso vantaggio: di fronte alle difficoltà di ottenere un prestito possono accedere con facilità alle cessioni del quinto. Una possibilità questa che sulla carta si estende ai dipendenti privati, anche se l’appartenenza ad alcuni settori e la dipendenza da determinate società di fatto può causare grandi difficoltà come è evidente per le richieste di prestiti per i dipendenti Ilva.

Il fatto che si tratti di una società di grandi dimensioni ma in amministrazione straordinaria preclude infatti molte strade di accesso ai prestiti. Anche nel caso della cessione del quinto non sono molte le banche e le finanziarie che sono di fatto disposte a concedere il prestito personale più accessibile per chi è dipendente.

La ragione è purtroppo evidente: una società con difficoltà finanziarie non è “affidabile” sulla regolarità dei rimborsi con in più l’aggiunta dei problemi legati alla presenza di un numero di esuberi quantificato sempre con cifre elevatissime.

Quali le soluzioni?

Se ottenere dei mutui e varie proposte di finanziamenti rientranti tra quelli personali è per lo più quasi impossibile, per i dipendenti Ilva che lavorano negli stabilimenti a Taranto la situazione è leggermente diversa. Infatti ci sono numerose finanziarie per lo più locali che pubblicizzano quanto meno la possibilità di poter vagliare la situazione personale di coloro che sono interessati a richiedere un preventivo. Ciò ovviamente non garantisce che i finanziamenti richiesti saranno concessi, ma sfruttando le modalità della cessione del quinto e le maggiori garanzie che garantisce (sempre nell’ottica evidenziata all’inizio), qualche chance in più si riesce ad avere.

Nel particolare ci si trova davanti a due possibili strade:

  • richiedere i preventivi a banche o finanziarie anche con carattere nazionale, portando la documentazione reddituale necessaria. Questa via è percorribile soprattutto se si dispone di un buon reddito e ci riferisce ad importi limitati oltre che alla durata più breve possibile (che riduce evidentemente il rischio di insolvenza agli occhi dell’istituto di credito);
  • rivolgersi alle finanziarie che apertamente offrono questo tipo di prodotti. In questi casi bisogna recarsi direttamente presso una delle agenzie indicate nelle offerte pubblicitarie e richiedere un preventivo ricordando che questo non ha mai carattere obbligatorio o vincolante.

Approfondimento: Minicredito.

Le possibili alternative

Per avere delle alternative più generali e meno soggette a contingenze e situazioni particolari, le strade che possono essere seguite possono essere:

  • i mutui di liquidità assistiti da ipoteca: si tratta di situazioni da vagliare comunque caso per caso per le difficoltà che le banche possono incontrare nel pignorare una prima casa e per il momento di forte svalutazione del mercato immobiliare;
  • presentazione di un garante o coobbligato che abbia un buon reddito e un rapporto lavorativo differente: va da sé che in questi casi la ‘non appartenenza’ all’Ilva permette di rivolgersi senza problemi a qualsiasi banca o finanziaria superando le serie difficoltà che sta affrontando l’azienda pugliese (vedi anche Mutuo senza busta paga);
  • i prestiti cambializzati: anche in questo caso le difficoltà sono legate soprattutto agli interlocutori a cui rivolgersi. Bisogna innanzitutto trovare finanziarie o banche che prevedono questa tipologia di prestito che, comunque in virtù di una forte garanzia rappresentata appunto dalla cambiale, permette di superare gli ostacoli che possono essere dovuti all’attività o al tipo di dipendenza lavorativa che si ha.

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