Rinegoziare cessione quinto: è possibile?

Rinegoziare cessione quinto: quando conviene?

Come noto i contratti di mutuo possono essere sottoposti ad operazioni di rinegoziazione, ma è possibile rinegoziare la cessione del quinto?

I piani di ammortamento di lunga durata del mutuo hanno spinto il legislatore a offrire la possibilità di far rivedere tra le parti le condizioni del contratto. Poiché anche la cessione del quinto è un finanziamento a media/lunga durata (fino a 10 anni), in determinate condizioni può usufruire anch’esso di una pseudo-rinegoziazione e la presenza di convenzioni in atto (come ad esempio nel caso della pensione Inps) non rappresenta un limite.

In che cosa consiste?

Rinegoziare la cessione del quinto in realtà significa ‘rinnovarla’. Si tratta infatti della stipula di un nuovo contratto, dopo la chiusura di quello precedente. Si capisce dunque che il termine ‘rinegoziazione’ è impreciso, poiché normalmente si usa per contratti che cambiano alcune condizioni, ma rimangono in essere, almeno nella struttura.

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Quali cambiamenti produce?

Gli effetti di una rinegoziazione della cessione possono invece essere due e cioè:

  • mantenendo lo stesso importo residuo, si allunga la durata e quindi si ha un impatto minore sullo stipendio perché la rata si riduce. Il finanziamento diventa quindi più facile da sostenere. Ovviamente si avrà sempre la trattenuta a monte della rata;
  • si ottiene più liquidità. Allungando la durata si potrà avere una rata uguale a quella che si pagava in precedenza ottenendo un importo maggiore.

Quando può non essere concessa?

Ci sono diversi motivi che possono portare ad un rifiuto della propria pratica di rinnovo/rinegoziazione. Il più importante da considerare è il limite previsto dalla legge stessa che ha introdotto la cessione del quinto, che prevede che si possa rinnovare il finanziamento solo se è stato pagato il 40% di capitale preso in prestito se si tratta di una cessione decennale od in generale un finanziamento con una durata superiore ai 60 mesi. Solo se si aveva una cessione del quinto di 5 anni (od inferiore) e si vuole passare a una durata di 10 anni, allora non ci sono limiti di questo tipo (approfondimento: Finanziamento online).

Poi si devono considerare i limiti che invece sono dettati da altri fattori, per cui pur rientrando in queste tempistiche si andrebbe comunque incontro ad una bocciatura. Si tratta di situazioni che possono essere legate all’età anagrafica del richiedente, oppure ad un peggioramento dello stato di salute del richiedente, che quindi non è più considerato assicurabile dalla compagnia di assicurazione . Infine si può essere passati ad un’altra posizione lavorativa oppure ad un altro settore che non è considerato ‘finanziabile’ ai fini della cessione del quinto.

In conclusione il fatto che la cessione sia stata ottenuta in precedenza, non assicura che si possa rinnovarla. Bisogna quindi considerare tutti gli aspetti suddetti prima di procedere all’estinzione del finanziamento e accensione del nuovo contratto. In caso di problemi è sempre possibile rivolgersi ad un’altra finanziaria che potrebbe avere politiche meno stringenti (ma sono comunque situazioni molto difficili).

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Il peso economico dell’operazione

La rinegoziazione nel caso della cessione del quinto non è a costo zero, in quanto si pagano i costi di estinzione anticipata e la nuova istruttoria. Si risparmia sulla parte di interessi che non dovrà essere pagata e sul premio dell’assicurazione che viene recuperato ma, di contro, con il nuovo contratto si pagherà un’altra assicurazione che potrebbe costare di più della precedente dal momento che si ha un’età anagrafica maggiore rispetto al passato.

Per valutare la convenienza dell’operazione in base alle proprie necessità si devono fare dei calcoli sul peso economico anche in funzione della durata rimanente del piano di ammortamento. Ovvero è essenziale comprendere fino a che momento può essere ancora valido procedere a un rinnovo (a meno che questo sia reso necessario da un nuovo ed urgente bisogno economico).

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Il discorso è in linea con quello dei finanziamenti che usano l’ammortamento alla francese: più si è vicini all’inizio del piano di rimborso e maggiore è il risparmio degli interessi passivi. In più la copertura assicurativa non si scosterà troppo dall’età anagrafica della prima stipula di cessione.

Più ci si avvicina alla fine del piano di ammortamento, più ampio sarà il peso economico in senso negativo poiché buona parte degli interessi sarà stata rimborsata. Ribadiamo che in questo secondo caso le valutazioni da fare sono basate sull’effettiva necessità e sulla possibilità di poter sopperire alla difficoltà finanziaria in modo alternativo.

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