Tassi cessione del quinto – Le novità del 2018

Tassi cessione del quinto – Le nuove soglie

Nell’offerta dei finanziamenti le banche hanno l’obbligo di rimanere entro dei tassi “limite”, oltre i quali si entrerebbe nelle condizioni di usura. Trimestralmente la Banca d’Italia indica queste soglie, che valgono ovviamente anche nel caso dei tassi di cessione del quinto.

Tuttavia per questi ci sono altre forme di tutela, che possono essere dovute a:

  • esistenza di specifiche convenzioni, come avviene ad esempio ai tassi applicati sulle cessioni del quinto legate a convenzioni Inps per i pensionati;
  • tassi agevolati dedicati solo a specifiche categorie di lavoratori, come avviene per i prestiti pluriennali Inps ex Inpdap, la cui modifica può avvenire solo con cambi del regolamento che stabilisce le condizioni e le modalità di erogazione.

Negli altri casi possono esserci proposte a tassi più convenienti, o comunque ridotti rispetto alla media, ma si tratta di condizioni non strettamente vincolanti, per cui rimane libertà di scelta da parte della banca o della finanziaria che propone l’offerta stessa.

Il calcolo del tasso “finito”

Per la cessione del quinto, quando si procede con la richiesta del finanziamento, si deve generalmente considerare sia la componente del finanziamento vero e proprio che quella del premio assicurativo (non prevista per quelle società finanziarie o istituti di credito che scelgono di farsi carico del costo dell’assicurazione obbligatoria).

In pratica si tratta di un calcolo che può essere fatto con facilità se è stato richiesto un preventivo ricordando che:

  • i preventivi non possono mai essere vincolanti;
  • le condizioni dipendono dal tipo di settore o categoria di appartenenza.

Non a caso i pensionati e i dipendenti statali o pubblici solitamente usufruiscono, come accennato all’inizio, di tassi più bassi sulla loro cessione del quinto, rispetto ai dipendenti del settore privato.

In tutti i casi però il tasso applicato è definitivo e fisso per tutta la durata del finanziamento.

I limiti sul tasso

Come abbiamo già accennato il principale ‘limite’ che incontrano le società che erogano finanziamenti è rappresentato dai tassi, rilevati ogni trimestre, oltre i quali si parla di tassi usurari. Ad esempio l’ultimo trimestre del 2017, nel periodo che va da 1 ottobre al 31 dicembre, i tassi indicati dal ministero Mef sono stati:

  • Prestiti dietro cessione del quinto fino a 15 mila euro
    • Tassi TEGM 11,81%
    • Tassi soglia 18,7625%
  • Prestiti dietro cessione del quinto oltre i 15 mila euro
    • Tassi TEGM9,04%
    • Tassi soglia15,300%

(Data rilevazione: 26/01/2018 – Fonte: Sito ufficiale Ministero Mef)

Invece per il primo trimestre del 2018 i tassi indicati dal mef sono:

  • Prestiti dietro cessione del quinto fino a 15 mila euro
    • Tassi TEGM 11,6762%
    • Tassi soglia 18,5952%
  • Prestiti dietro cessione del quinto oltre i 15 mila euro
    • Tassi TEGM 8,9739%
    • Tassi soglia: 15,2174%

(Data rilevazione: 26/01/2018 – Fonte: Sito ufficiale Ministero Mef)

Come si può notare nel passaggio al trimestre successivo la soglia dei tassi di usura si è leggermente abbassata, per cui le banche e le finanziarie potrebbero essere costrette ad apportare, alle nuove offerte, delle correzioni sui tassi applicati.

(Andamento storico tassi usura per la cessione del quinto 1997/2013 – Elaborazione: Studiamo)

Quali altre tutele?

Come evidenziato all’inizio questi ‘vincoli’ potrebbero non essere gli unici da prendere in considerazione, come si può vedere se andiamo a considerare il sistema di convenzioni che ad esempio coinvolge le cessione del quinto Inps. In questo ambito è necessario infatti considerare gli accordi che l’Inps stipula con banche e finanziarie così da garantire condizioni migliori, ovvero tassi di cessione del quinto più bassi rispetto a quelli medi applicati al di fuori di tali accordi.

Il funzionamento delle convenzioni è abbastanza semplice: l’Inps prepara delle ‘condizioni di massima’, che indicano i ‘tassi soglia’ che possono essere applicati. Le società interessate devono sottoscrivere queste condizioni impegnandosi ad applicare condizioni al massimo pari o comunque inferiori. Con la circolare di aprile 2017 l’Inps ha stabilito come condizioni massime:

Classe di età alla scadenza del piano di ammortamento
Classe di importo del prestito
Età
Fino i 15 mila euro
Oltre i 15 mila euro
Fino a 59 anni
8,6%
7,71%
da 60 a 64 anni
9,4%
8,51%
da 65 a 69 anni
10,20%
9,31%
da 70 a 74 anni
10,90%
10,01%
da 75 a 79 anni
11,70%
10,81%

(Data rilevazione: 26/01/2018 – Fonte: Sito ufficiale INPS)

N.B. In entrambi i casi vanno poi considerati i costi collegati all’assicurazione obbligatoria.

I tassi realmente agevolati

Se però ci concentriamo su quelli che possono essere definiti veramente come tassi agevolati per la cessione del quinto dobbiamo guardare ai prestiti pluriennali Inpdap, che sono rimasti con le stesse modalità di erogazione, le stesse condizioni e requisiti, rispetto al periodo precedente all’assorbimento dello stesso ente nell’Inps.

Ad oggi, infatti, dopo l’ultimo regolamento approvato risalente al 2011, il tasso applicato ai prestiti pluriennali è rimasto fermo al 3,5% al quale va aggiunto lo 0,5% di spese di gestione, più il premio assicurativo. Quest’ultimo è determinato sulla base dell’apposita tabella, con un’incidenza crescente con l’aumentare dell’età anagrafica del richiedente.

Inoltre a differenza della maggioranza di prestiti (compresa la cessione del quinto), in cui il tasso applicato è condizionato dall’importo richiesto e dalla durata del piano di ammortamento, nel caso dei prestiti pluriennali diretti il tasso rimane sempre fisso sia per quelli quinquennali che per quelli decennali.

Guida

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